La difesa delle produzioni agricole passa anche attraverso gli equilibri della natura. Nel Lazio è entrata nel vivo la nuova campagna di contrasto alla cimice asiatica, insetto invasivo che negli ultimi anni ha causato ingenti danni a numerose coltivazioni. Nella mattinata del 17 giugno sono stati effettuati i primi rilasci della vespa samurai (Trissolcus japonicus), antagonista naturale del fitofago, nell’ambito del programma regionale coordinato da Arsial e dal Servizio fitosanitario regionale.
L’intervento rappresenta il terzo anno consecutivo di attività e punta a favorire l’insediamento stabile del parassitoide sul territorio, così da contribuire nel tempo al contenimento naturale delle popolazioni di cimice asiatica (Halyomorpha halys).
Una strategia sostenibile per proteggere le aziende agricole
La cimice asiatica viene considerata una delle specie invasive più problematiche per il comparto agricolo, poiché colpisce diverse colture e risulta particolarmente difficile da contrastare con i sistemi tradizionali di difesa.
Per questo motivo la Regione Lazio ha scelto di investire sulla lotta biologica, considerata una delle soluzioni più efficaci e sostenibili per limitare la diffusione dell’insetto e ridurre l’impatto sulle produzioni agricole.
L’iniziativa rientra nel progetto regionale dedicato al contrasto della cimice asiatica e del moscerino dei piccoli frutti Drosophila suzukii, inserito tra le azioni di difesa integrata promosse dall’amministrazione regionale.
La rete di enti coinvolti nel progetto
L’attività viene sviluppata grazie alla collaborazione tra Arsial, Servizio fitosanitario regionale, ENEA – Laboratorio Agricoltura 4.0 e Università degli Studi della Tuscia, con il supporto del Coordinamento corilicolo territoriale, rete che coinvolge associazioni di produttori, organizzazioni di settore, tecnici, agricoltori ed enti istituzionali impegnati nella tutela delle produzioni regionali.
Secondo l’assessore regionale all’Agricoltura e alla Sovranità Alimentare Giancarlo Righini, il rilascio della vespa samurai rappresenta una risposta concreta e rispettosa dell’ambiente a una delle principali criticità che interessano il comparto agricolo laziale. L’obiettivo è quello di rafforzare la competitività delle filiere produttive e aumentare la capacità di resilienza del sistema agricolo regionale attraverso strumenti innovativi.
Coinvolte le province di Latina, Roma e Viterbo
Le operazioni proseguiranno nei prossimi giorni nelle province di Latina, Roma e Viterbo. Le attività sul campo saranno curate da ENEA e Università della Tuscia con il coinvolgimento dei tecnici di Assofrutti, CPN, Domus Nucum ed Euronocciola, oltre al personale di Arsial e del Servizio fitosanitario regionale.
I tecnici saranno impegnati nella selezione delle aree di intervento, nel monitoraggio e nella gestione delle operazioni necessarie a favorire l’insediamento dell’insetto antagonista.
Previsti 47 siti di rilascio sul territorio regionale
Al termine di questa prima fase saranno 47 i siti di rilascio attivati nel Lazio. Ogni area verrà sottoposta a controlli costanti per verificare l’effettiva presenza della vespa samurai e valutare la sua capacità di contenere le popolazioni della cimice asiatica.
L’obiettivo finale del progetto è quello di contribuire alla tutela delle produzioni agricole regionali e alla salvaguardia degli ecosistemi agrari attraverso un approccio basato sulla sostenibilità ambientale e sull’equilibrio biologico tra le specie.





