Non lasciano andare l’idea di realizzare il progetto originario del Centro di alta diagnostica i componenti del comitato ideato proprio a questo fine. Mercoledì scorso il comitato si è riunito in assemblea pubblica presso la Sala Italia dell’Hotel Europa di Latina. In quella occasione ha raccolto nuovamente il mandato unanime dei presenti a tutela del progetto originario, minacciato dalla proposta di sostituzione del tomografo ibrido PET-RM (strumento di medicina nucleare, campione nel campo della ricerca) con un’altra strumentazione, più recente ma comunque sprovvista del carattere di unicità e di potenziale indotto che caratterizza la PET-RM.
Ad oggi la cittadinanza ancora non ha compreso quali siano le motivazioni che hanno spinto la Fondazione a proporre la variazione del progetto e ritiene doveroso che anche il sindaco di Latina fornisca adeguate spiegazioni in merito a quella che è parsa a tutti come una scelta operata in maniera pregiudiziale e senza tenere in alcuna considerazione le opportunità di sviluppo per il territorio e, quindi, anche in termini di ricadute economiche e occupazionali.
Si tratterebbe, se passasse la proposta di rimodulazione, della svendita del progetto originario, con annesso Privato sociale, che era volto a dare lustro al territorio pontino da sempre marginalizzato, per sostituirlo con una mera donazione. Un vero e proprio scippo, in favore dei poteri romani tesi a lasciare a Latina un contentino.
Il comitato fa appello alla mobilitazione di tutti i cittadini, rilanciando la raccolta firme già avviata la scorsa estate, per il mantenimento della PET-RM e del progetto originario.
Domenica 4 febbraio sono tornati in piazza del Popolo a Latina con un presidio. Nei prossimi giorni sarà comunicato un luogo in cui i cittadini potranno recarsi per sottoscrivere la petizione durante gli orari di apertura al pubblico.
L’assemblea cittadina ha inoltre deliberato la presentazione attraverso i legali del Comitato di una relazione tecnico-giuridica da inviare come informativa al Ministero degli Interni (organo di controllo verso Fondazione Roma) e alla Corte dei conti (organo di controllo degli enti locali) rispetto alla lesione che Latina rischia di subire, anche in termini erariali.





