caporalato a Latina

E’ stata approvata, all’unanimità, la proposta di legge per contrastare il fenomeno del caporalato.

La commissione lavoro, presieduta da Eleonora Mattia ha analizzato l’articolato di un provvedimento considerato fondamentale per portare regole chiare nel settore dell’agricoltura segnato, purtroppo, da lavoro nero e sfruttamento.

“Ringrazio tutti i colleghi per la rapidità con cui siamo arrivati – spiega la Mattia – all’approvazione unanime e sono certa che, in tempi brevi, il consiglio riuscirà a varare una legge tanto attesa, tra le prime in Italia, necessaria per contrastare le gravi situazioni di caporalato, prossime alla schiavitù, che ancora esistono per chi lavora nei campi, in provincia di Latina ma anche nel resto del Lazio”.

In questa regione sono oltre 10 mila le persone sfruttate, donne e uomini che lavorano senza regole e senza diritti.

“Quella che stiamo compiendo è – conclude la Mattia – una battaglia di civiltà.Combattiamo un fenomeno diffuso, anche nel Lazio, che colpisce in particolare le categorie di lavoratori più deboli, come disoccupati e stranieri e, non di meno, le braccianti sottoposte a forme di ricatto, anche sessuale, pur di essere richiamate a lavorare l’indomani. Solo qualche settimana fa, abbiamo assistito alla gravissima denuncia di alcune lavoratrici straniere in provincia di Latina, obbligate a lavorare nei campi per 4 euro l’ora, anche di notte, costrette a subire prevaricazioni, violenze fisiche e molestie sessuali: più che caporalato siamo alla schiavitù”.

Nel corso dei lavori, è stato votato anche l’emendamento che stanzia, aumentandoli, i fondi necessari per rendere la legge non solo una dichiarazione di intenti ma uno strumento operativo concreto.

In totale le risorse sono 2milioni e 500mila euro.

Di questi 500mila per il 2019, 1 milione di euro l’anno per il 2020 e 2021.

La proposta di legge è stata costruita con il supporto dei sindacati, che hanno dato il loro contributo attivo nelle audizioni in commissione.

“Un ringraziamento particolare – conclude la Mattia – va all’assessoreClaudio Di Berardino per tutte le azioni intraprese nel contrasto a questo fenomeno. Perché combattere il caporalato è come combattere la mafia: occorre la mobilitazione di tutti per sconfiggerlo: comprese le imprese agricole. Dobbiamo promuovere il legame tra la buona agricoltura e la buona economia, puntando su qualità e innovazione”.