Nicola Calandrini e Damiano Coletta
Nicola Calandrini e Damiano Coletta

La città di Latina il 19 giugno sceglierà al ballottaggio chi tra Nicola Calandrini e Damiano Coletta sarà il prossimo sindaco. Abbiamo voluto metterli a confronto, rivolgendo le stesse domande a entrambi. Abbiamo consapevolmente voluto mettere da parte le polemiche di questi ultimi giorni di campagna elettorale, preferendo chiedere approfondimenti sui relativi programmi. Ecco le loro risposte.

Si descriva brevemente indicando età, professione e la sua storia politica.

CALANDRINI – Ho 50 anni e sono commercialista. Ho iniziato a fare politica nella Democrazia Cristiana a Latina Scalo, poi in Forza Italia, con la quale sono entrato in Consiglio Comunale dove ho ricoperto il ruolo di Presidente. Ho aderito a Fratelli d’Italia con il quale sono stato candidato nelle ultime elezioni per il rinnovo del consiglio regionale. Sono il coordinatore provinciale del partito.

COLETTA – Ho 55 anni, sono medico cardiologo presso l’Ospedale Santa Maria Goretti, dove dirigo l’unità operativa di impianti pacemaker dal 2010. Sono alla prima esperienza in politica, ma la politica l’ho fatta probabilmente tutti i giorni da cittadino e da lavoratore, anche in Rinascita Civile, un’esperienza che mi ha formato in campo sociale e culturale

Qual è il primo provvedimento che prenderà da Sindaco?

CALANDRINI – Troverò una sistemazione ai clochard che sono costretti a dormire sotto il mercato annonario: il decoro di una città passa anche per la risposta a un bisogno.

COLETTA – Il primo passaggio operativo sarà cercare di mettere a posto le barriere architettoniche: è un segnale che vogliamo dare alla città.

Come intende comportarsi in merito alle questioni relative all’Urbanistica e ai piani annullati dal Commissario Prefettizio?

CALANDRINI – L’Urbanistica va gestita non più come occupazione degli spazi ma come recupero di qualità urbana. È il modello urbanistico su cui è rinata ad esempio Milano e su cui si stanno reinventando le grandi aree urbane europee. Dobbiamo qualificare e ridefinire le funzioni degli spazi urbani e non puntare all’espansione del cemento. I piani devono tornare in Consiglio Comunale e trovare lì una loro definizione, cancellando, se ci sono, le storture evidenziate.

COLETTA – I piani andranno rivalutati. Cercheremo di proseguire il discorso iniziato dal commissario e rimettere l’Urbanistica in un percorso di legalità, a garanzia del cittadino, dei lavoratori e degli imprenditori. Faremo i passaggi necessari. Su tutto il settore dell’Urbanistica andremo in direzione dello zero consumo di suolo e con linee di indirizzo diverse, con riqualificazione degli edifici storici e delle periferie. Questo sarà il settore dove tutta l’imprenditoria sana potrà trovare espressione.

Si parla della Marina come motore principale del turismo, Lei cosa intende fare concretamente per il lungomare?

CALANDRINI – Partiamo dallo sviluppo dell’approdo turistico di Rio Martino, poi una ridefinizione del senso di marcia del lungomare, possiamo usare la leva dei cambi destinazione d’uso a fini turistici e ci occuperemo della manutenzione ordinaria dell’esistente con una programmazione che venga fatta a dicembre e non a ridosso della stagione estiva. Latina è anche città di mare e deve avere la capacità di inserire questo pezzo del suo territorio in un progetto integrato di sviluppo dell’intero comune, sfruttando il valore aggiunto che ha la Marina, che è interessata da un parco nazionale e ha al suo interno un attrattore culturale e turistico come Fogliano che penso vada integrato con il suo gemello di Ninfa, su un modello di offerta turistica di qualità ambientale. Il turismo oggi non è fatto dalle seconde case ma è qualità di vita. E su questo terreno noi possiamo essere competitivi.

COLETTA – Nell’Urbanistica prevediamo di creare un settore appositamente dedicato alla Marina che merita un’attenzione specifica. Si farà un tavolo con gli operatori della Marina e chi vive la Marina per definire le linee di indirizzo. Il nostro progetto principe è il parco lineare che metterà a sistema il Circeo, con il Fogliano e Torre Astura, per arrivare a Satricum e alle Ferriere con un collegamento e una mobilità sostenibile. Ridaremo dignità alla Marina facendola diventare la vera espressione di vocazione turistica. Nel tempo cercheremo di sistemare la viabilità con la sistemazione di Via Massaro e la revisione del senso unico.

Come pensa di intervenire sulla Ztl? 

CALANDRINI – La Ztl è una grande idea. Ha smosso l’immobilismo durato anni. Certo, va rimodulata in termini di orari e di servizi. Nel centro storico vanno riportati traffico e funzioni. Penso alla ricollocazione in centro del Conservatorio di musica nell’ex Consorzio Agrario, al riuso del mercato annonario come palazzo del cibo legato al territorio, coinvolgendo anche gli istituti alberghieri, come il San Benedetto o quelli di Sezze e Formia, la rete di ristorazione locale e gli agricoltori che hanno sempre avuto in quel mercato il punto di smercio dei prodotti locali. Un chilometro zero ante litteram. Riutilizzando quell’immobile, ragionando su cosa fare dell’edificio della Banca d’Italia, con l’integrazione del Palazzo della Cultura che va riaperto, si possono creare attrattori di traffico per il centro cittadino, rimodulando gli orari alle esigenze di questa nuova rete di funzioni. E devono tornare in centro anche gli uffici comunali. Fino ad ora abbiamo sottratto funzioni al centro. Penso alla funzione scolastica, o al trasporto urbano con le autolinee trasferite altrove, così come i servizi finanziari tipo l’Ufficio delle Entrate o Equitalia. Adesso dobbiamo ribaltare la questione.

COLETTA – La Ztl diventa un obiettivo da raggiungere in piena potenzialità. Il centro deve diventare un centro commerciale naturale con attrazioni culturali stabili, utilizzando gli edifici presenti. Vorremo dare possibilità di sede con utilizzo di questi edifici per il mondo dell’associazionismo. Nella fase di implementazione ci vogliamo sedere al tavolo con i rappresentanti delle varie categorie, commercianti del centro, commercianti “decentrati” e cittadini. Vogliamo ricreare la suggestione del centro con attrattori culturali e cambiare la storia di questa città attraverso il sostegno al progetto della Casa della Musica di Claudio Paradiso. Non pensiamo ad allargare la Ztl, prima bisogna pianificare bene il nucleo centrale. Nella fase di studio possiamo valutare una chiusura limitata in una determinata fascia oraria, dal lunedì al venerdì così come concordato con i commercianti del centro. Sarà una fase di osservazione per un tempo limitato, nel weekend invece rimarrà chiusa al traffico.

Elenchi i tre punti principali del suo programma, quelli che connoteranno la sua amministrazione.

CALANDRINI – Per primo: Latina capitale di area vasta, capace di attrarre persone e servizi anche per i comuni vicini. Il secondo punto è un intervento sull’emergenza lavoro giovanile che è il vero dramma di una città che ha come valore assoluto la presenza di tantissimi giovani in un paese che è il più vecchio di Europa, che a sua volta è il più vecchio continente del mondo. Se non diamo lavoro ai giovani uccidiamo il futuro della nostra città. Penso a un incubatore di startup di imprese, al sostegno integrato al credito, a investimenti per l’innovazione coinvolgendo tutte le istituzioni che possono dare un contributo, dalla Regione, alla Camera di Commercio, l’Università, gli istituiti superiori, la rete delle imprese, le banche e tutti gli operatori pubblici. Il Comune deve essere catalizzatore di tutte le energie presenti in città per raggiungere questo scopo. Ogni ragazzo senza lavoro è una intelligenza che sottraiamo al futuro. Il terzo punto è legato alla sicurezza e cura della città. Per essere credibili sui grandi progetti non possiamo non programmare per tempo la manutenzione della città, il taglio dell’erba, la pulizia, l’arredo urbano e la messa in sicurezza delle scuole. Fare questo è essenziale per far percepire il Comune come erogatore di servizi e non come inutile peso della loro vita.

COLETTA – Dobbiamo mettere mano alla macchina amministrativa definendo chi fa cosa e come, facendo capire a tutti che si parlerà di bene comune e non di bene privato, cercando di motivare i dirigenti e fare squadra. La macchina amministrativa dovrà essere efficiente, trasparente e avvicinare il cittadino all’amministrazione. Bisogna ricreare il rapporto di fiducia tra amministrazione e comunità. Inoltre, la nostra attenzione per ambiente e sviluppo sostenibile ci porta a valorizzare il turismo e la cultura con scelte fatte con il mondo dell’imprenditoria, con l’università, coinvolgendo il terzo settore per fare squadra. Il terzo punto è la sicurezza. Dobbiamo metterla a punto con semplici operazioni, come aumentare le unità operative che sono al di sotto dello standard minimo per la seconda città del Lazio, e fare una razionalizzazione degli uffici di polizia municipale per garantire una maggiore presenza su strada. Dobbiamo avere la sensazione di muoverci in città a misura di bambino.

Ha già pensato alla giunta? Sarà mista o tecnica o politica?

CALANDRINI – La politica è fondamentale perché è l’idea stesa della città futura. La mia giunta avrà persone che fanno politica e anche dei tecnici capaci di efficientare le risposte per la città.

COLETTA – Noi andremo a governare liberamente perché saremo scelti dai cittadini. Non abbiamo fatto accordi con nessuno e la scelta degli assessori sarà guidata dal criterio di competenza e capacità di coordinamento, questi sono i requisiti. Accanto agli assessori ci saranno degli staff di persone che daranno loro consulenza a titolo gratuito su settori specifici. Anche in questo caso si lavorerà in termini di squadra. Sarà una giunta mista di persone scelte liberamente e senza vincoli, e questa sarà la vera rivoluzione in questa città.

Cosa la distingue del suo avversario? Perché un latinense dovrebbe votare lei piuttosto che il suo sfidante?

CALANDRINI – Perché esiste un modo pragmatico e competente di fare le cose. C’è chi pensa che la città sia un velodromo e basta andare in bicicletta per risolvere i problemi di una comunità. Il mio avversario confonde il governo della città per una tappa del Giro d’Italia. La differenza sta nel fatto che i ceti popolari, quelli con i bisogni veri, si sono espressi su di noi. Il problema di Latina non è l’ultimo modello di bicicletta ma è l’emergenza lavoro per i nostri ragazzi. Io mi candido a fare il sindaco, lui il corridore.

COLETTA – Perché pensiamo che questa città debba ritrovare la dignità e la fiducia nella politica con la consapevolezza che si opererà per il bene comune e finora non è stato fatto questo. È il motivo per cui abbiamo deciso di metterci la faccia. Se avessero pensato al bene comune non saremmo stati qui. La Città ha bisogno di avere una speranza e uscire dal tunnel del degrado in cui le persone che sappiamo hanno grosse responsabilità.

Lanci un appello finale al voto.

CALANDRINI – Latina o cresce nella concretezza o muore in una deriva ideologica. Deve tornare ad essere quello che storicamente è stata: la città che dava a ciascuno opportunità nuove. Con noi si torna alle opportunità, significa che ciascuno può trovare un Comune che favorisca i talenti, una città sicura pulita e ordinata.

COLETTA – Abbiamo un’occasione d’oro per ridare la città ai cittadini e per ritrovare il sorriso, il piacere dell’incontro e ritornare ad essere comunità. Questo è il mio appello al voto. In tutta questa esperienza abbiamo rivisto tornare negli occhi dei cittadini la luce di speranza. Questa città l’avevano devastata, deve tornare a una nuova bonifica. L’augurio che faccio a tutti i cittadini di Latina è di tornare a sorridere.