di Redazione – Si è svolta ieri a Torino l’assemblea nazionale dell’Anci alla quale ha preso parte anche l’ex sindaco di Latina, Giovanni Di Giorgi, in qualità di vicepresidente dell’Associazione nazionale dei Comuni italiani.
L’intervento di Di Giorgi si è concentrato sui tagli del Governo: “negli ultimi dieci gli enti locali, i Comuni in particolare, hanno subito i maggiori tagli alle risorse pur contribuendo in misura minima all’aumento della spesa pubblica in massima parte imputabile, invece, alla struttura burocratica centrale e ministeriale – ha detto -. Questo quadro, che emerge chiaro dai dati che l’Ifel ha diffuso in questi ultimi anni e che l’Anci ha cercato di evidenziare, ha trovato una prima risposta nella Legge di stabilità, che riduce la pressione fiscale e rilancia gli investimenti”.
In questo senso la legge di stabilità ha dato uno spiraglio ai comuni con svincolo per i Comuni virtuosi con disponibilità di risorse da spendere. “Una misura da tempo auspicata – ha spiegato Giovanni Di Giorgi – ma che non sono sufficienti a consentire ai Comuni di svolgere in pieno il loro ruolo. Che è quello di fornire risposte concrete e immediate ai cittadini, soprattutto in termini di efficacia ed efficienza dei servizi forniti, una strada che richiede non soltanto misure di natura economico-finanziaria. In tal senso, la Legge di stabilità non viene incontro alla piattaforma di richieste avanzate dall’Anci, senza dare risposte sul nodo essenziale della sburocratizzazione dell’ente e delle procedure rinnovando invece il blocco del personale degli enti locali, su quest’ultimo punto chiediamo un intervento immediato da parte del Governo per evitare gravi conseguenze sulla funzionalità e l’efficienza della macchina amministrativa dei nostri municipi. Occorre, inoltre, avere il coraggio procedere con decisione sulla strada della autonomia dei Comuni, rivendicata anche dal presidente Fassino, per avere effettivi margini di manovra per le scelte fiscali locali, evitando incrementi di pressione fiscale e gestendo localmente la redistribuzione delle risorse. Anche a seguito delle misure di svuotamento delle Province, è necessario rafforzare i Comuni per non indebolire la governance dei territori, già gravata dalla superficiale gestione della riforma delle Province e dall’accorpamento dei Comuni che mette a rischio le importanti identità e tradizioni locali. In questi anni i Comuni, nonostante i continui ed evidenti tagli subiti, hanno garantito i servizi essenziali: ora che si prospettano segnali di ripresa del sistema Italia, i Comuni stessi devono essere i veri protagonisti della crescita quali principali riferimenti sul territorio e primo fattore di investimento e supporto per cittadini e imprese. Ecco perché – conclude Di Giorgi – sulla linea di azione impostata dal presidente Fassino, che con grandi capacità sta portando importanti risultati, occorre affrontare al più presto alcuni nodi fondamentali per i Comuni, come il riassetto delle “partecipate” locali, il passaggio delle competenze in materia di uffici giudiziari e l’utilizzo delle risorse comunitarie. Anche su questo ci saremmo aspettati interventi dalla Legge di stabilità”.
All’assemblea era presente anche il sindaco di Fondi, Salvatore De Meo: “i Comuni, come conferma una ricerca Swg presentata a Torino proprio in questi giorni, sono ritenuti dai cittadini le istituzioni più vicine ai bisogni della gente e se il Ministro Alfano ci ha definiti “l’Home Page” dello Stato io opterei per una definizione più calzante: siamo la trincea dello Stato”. Se riconosco al Presidente Fassino di aver saputo, a dispetto di rappresentazioni sbrigative e superficiali, ben evidenziare il ruolo di Sindaci e Amministratori, da lui definiti “un architrave insostituibile del sistema istituzionale e della vita del Paese”, al tempo stesso bisogna riconoscere che le costanti misure di austerità e la riduzione di risorse hanno compromesso e mortificato sensibilmente l’autonomia degli Enti locali. La stessa Corte dei Conti ha evidenziato come in questi anni sia stato chiesto ai Comuni uno sforzo superiore a quello chiesto alle altre amministrazioni pubbliche, in primis a quelle statali”.
Sulla legge di stabilità il primo cittadino fondano non è entusiasta: “I toni trionfalistici con cui si è voluto sottolineare che non ci saranno ulteriori tagli mi sembrano davvero inappropriati, dato che non c’è più nulla da tagliare!”.





