Pronto soccorso in codice rosso.
Giornata di fuoco per il personale medico e sanitario dell’ospedale Santa Maria Goretti di Latina,alle prese con 143 accessi solo questa mattina.
Non va meglio al Dono Svizzero di Formia che, con 71 accessi, ha superato grandi ospedali romani come il San Camillo ed il San Giovanni.
Emergenza ormai strutturale che affonda le sue radici nelle tante, troppe, criticità irrisolte.
Accessi impropri, mancanza di posti letto per i ricoveri, carenza di personale medico e paramedico, costretto spesso a stringere i denti e lavorare in condizioni sempre più difficili.
“Non vi è dubbio che sia necessario migliorare complessivamente l’efficienza dell’ospedale, garantendo il ricovero nel reparto più appropriato, garantire livelli essenziali di assistenza il più vicino possibile al domicilio del paziente e ai familiari. Insomma – interviene il consigliere regionale di Forza Italia e presidente della commissione regionale sanità, Giuseppe Simeone – passare da un modello sanitario centrato sull’ospedale a uno più orientato verso il territorio e i bisogni del cittadino”.
Su tutto, intanto, grava anche il nuovo piano di riorganizzazione, riqualificazione e sviluppo del servizio sanitario regionale che sancisce l’eliminazione dei Punti di primo intervento, trasformandoli in Punti di erogazione di assistenza primaria entro il 31 dicembre 2019.
“Senza una rete assistenziale efficiente e capillare l’unico risultato che si raggiungerebbe con la loro chiusura sarebbe quello di ingolfare ancora di più i Pronto Soccorso. A Zingaretti chiedo espressamente – conclude Simeone – di rimettere mano al piano di riorganizzazione del servizio sanitario regionale, rilanciando e non tagliando dei piccoli quanto indispensabili presidi di primo soccorso”.





