Non si ferma l’ondata di aggressioni a medici, infermieri e personale sanitario nei pronto soccorso del Lazio e della provincia di Latina.

La situazione è diventata insostenibile.

Atti di violenza, fisica e verbale, sono all’ordine del giorno.

Lavorare per garantire assistenza ai pazienti in queste condizioni è diventato impossibile.

Preso atto di questa situazione il consigliere regionale e presidente della commissione sanità, Giuseppe Simeone, ha avanzato una proposta concreta.

Spostare i vigilantes operanti nella Regione Lazio negli ospedali al fine di assicurare la sicurezza degli operatori.

“I Pronto Soccorso della nostra regione sono diventati terra di nessuno. Serve con la massima urgenza più vigilanza ed il miglioramento della fase di accoglienza. Come esponenti delle istituzioni abbiamo il dovere – spiega Simeone – di trovare misure di prevenzione e repressione realmente applicabili a tutela di migliaia di professionisti indifesi”.

I numeri rilevati dalla Croce Rossa offrono un quadro chiaro e la reale portata del fenomeno.

Il personale del pronto soccorso e della guardia medica, con circa l’80,2% di segnalazioni registrate su un totale di 3.000 casi nel solo 2018 risulta essere quello più esposto e colpito.

Ogni giorno, in media si registrano 8 casi di aggressioni nei confronti del personale sanitario.

“In qualità di componente dell’Osservatorio regionale sulla sicurezza degli operatori sanitari ho presentato una proposta concreta – continua Simeone – per dare risposte concrete a questa emergenza. Appare sempre più evidente come sia necessario aumentare gli strumenti di controllo negli ospedali, a partire da adeguati sistemi di videosorveglianza”.

Lo stato di salute in cui versa il personale che opera negli ospedali, tra carenza cronica di organico, turni massacranti, è già esasperata.

“E’ intollerabile che a questi disagi quotidiani vadano ad aggiungersi i rischi per l’incolumità fisica. Se il problema è la mancanza di risorse allora proporrei di togliere i vigilantes dai nostri uffici della Regione – conclude Simeone – per mandarli direttamente negli ospedali. Perché mi sembra prioritario garantire la sicurezza al personale sanitario, piuttosto che ai consiglieri”.