di Katiuscia Laneri – Eleonora Contento, Serafino Di Palma, Paride Martella, Rita Palombi, da quasi un mese sono senza una sede. I consiglieri di minoranza del Comune di Sezze sono stati, infatti, sfrattati dalla stanza a loro assegnata all’interno del Municipio con la motivazione e richiesta di consenso rinvenuta solo quindici giorni dopo lo spoglio del locale. Nel protocollo comunale, al n. prot. 6325, è stata rinvenuta una comunicazione indirizzata a tutti i consiglieri in cui veniva appunto richiesto il consenso ad assegnare la stanza delle minoranze all’ufficio scuola.
“Tale richiesta non rispetta i principi del procedimento amministrativo – fanno sapere i consiglieri – ed essendo una grave violazione dei principi posti a tutela delle minoranze non trova il nostro consenso e ci spinge sempre di più a ricercare la tutela dei nostri diritti nell’autorità giudiziaria”.
E’ da considerare che con la decisione, negli anni ’90, di rafforzare il ruolo di sindaci ed esecutivi degli enti locali l’attività dei consigli comunali ha subito una trasformazione significativa che, naturalmente con le dovute eccezioni, ha spesso coinciso con un indebolimento del ruolo dell’organo collegiale e dei suoi componenti.
“Soprattutto nei Comuni come il nostro – afferma il gruppo di minoranza -, la perdita di centralità nei processi decisionali ha talvolta comportato una radicalizzazione stereotipata dei comportamenti dei Consiglieri: quelli di maggioranza ridotti ad avallare con il proprio voto orientamenti e scelte alla cui definizione non hanno partecipato né contribuito; quelli di minoranza ridotti a contrastare tali scelte. I primi vincolati da un rapporto di fiducia con l’esecutivo che si considererebbe ‘tradito’ se venissero espressi dubbi, proposte alternative o voti negativi, i secondi condannati ad essere sempre ‘contro’ malgrado la capacità e senso istituzionale della loro azione amministrativa”.
“Se le maggioranze – continuano – riescono a trovare modalità di maggior coinvolgimento e di maggior partecipazione dei Consiglieri ai percorsi di formazione delle decisioni amministrative, individuando luoghi e occasioni di scambio di informazioni e di condivisione delle conoscenze, le minoranze sono spesso ingabbiate non solo in una asimmetria informativa che ne limita significativamente le possibilità’ di lavoro, ma anche in una marginalità’ istituzionale che ne mortifica il senso profondo”. All’inizio degli anni ’50 Piero Calamandrei scriveva: “Tutti sanno che l’opposizione e’ la forza animatrice delle democrazie”. Senza una “dialettica di ragionati contrasti” una democrazia non vive né agisce come tale.
Dunque, il ruolo delle minoranze consiliari é fondamentale per la vita delle amministrazioni locali: mortificare ed esacerbare chi riveste questo ruolo significa escludere una componente fondamentale del sistema rappresentativo, con il conseguente indebolimento (se non proprio perdita) di valore del senso stesso della democrazia.
Con queste premesse il gruppo consiliare di minoranza del Comune di Sezze ha dunque ribadito il totale dissenso alla cessione della stanza avanzando richiesta al Sindaco di essere informato su quale e quanto personale deve essere trasferito nel stanza tanto “desiderata”; il carico di lavoro di detti dipendenti e le assenze medie dal lavoro; il numero delle stanze non impegnate o impegnate poco dagli assessori e quando metterà a norma il patrimonio edilizio del Comune per essere fruito dalla propria struttura e dai cittadini.





