“La sconfitta del cartello! Ecco come si presenta stamane una zona in pieno centro della nostra città. Nostra, che dobbiamo vivere tutti.Beate quelle realtà urbane che non hanno bisogno di cartelli, perché il senso civile del bene comune dovrebbe essere normale in tutti i cittadini”.
Uno sfogo in piena regola quello del direttore generale dell’Azienda speciale dei rifiuti, Silvio Ascoli.
A far da cornice le dichiarazioni una panchina, davanti allo stadio di Latina, distrutta e circondata dai rifiuti.
Simbolo dell’incuria che trova casa nell’atteggiamento dei cittadini che non hanno a cuore il bene comune.
Accanto alla panchina un cartello in decadenza su cui campeggia la scritta “se trovi pulito, lascia pulito” in mezzo all’erba secca e a foglie che ricoprono parte del marciapiede.
La città non brilla per pulizia. La raccolta dei rifiuti stenta.
E il senso civico latita secondo Ascoli che aggiunge: “Se questo non si riesce a capire allora usiamo un po’ di pragmatismo e chiediamoci: quanto costa riparare quella panchina? Quanto costa pulire la piazza più volte anziché una? Ed ancora: quanto allontana dalla nostra città potenziali turisti? Domande a cui dobbiamo dare tutti una risposta”.
I quotidiani attacchi e l’impotenza indotta dall’incuria dei cittadini devono aver fatto saltare i nervi al direttore generale dell’Abc che gestisce il servizio di igiene urbana a Latina.
Un messaggio chiaro ai cittadini di Latina.
Esistono i diritti ma anche i doveri.
Se i due piani non sono in equilibrio non si ottengono risultati.





