La regione Lazio non intende cedere il passo rispetto ai risultati raggiunti in questi mesi in termini di contenimento e gestione dell’emergenza Coronavirus.

Il numero dei positivi in queste settimane è gradualmente diminuito.

Oggi, 1 giugno, sono appena 5 i casi a Roma città, il numero più basso di occupazione delle terapie intensive degli ultimi due mesi e l’aumento costante dei guariti conforta sulle iniziative messe in campo per difendere Roma e il Lazio.

“Ora si apre una nuova fase in cui, aumentando i rischi, e’ necessario tenere alta la guardia. Con l’apertura della mobilità interregionale e fra i Paesi europei è necessario rispettare ancor di più le regole a tutela della salute e della sicurezza dei cittadini. La Regione Lazio aumenterà – spiega Zingaretti – i controlli attraverso il contact tracing, soprattutto nelle stazioni dell’Alta Velocità’ ferroviaria, negli aeroporti e nei porti. I
casi sospetti verranno, previo triage, indirizzati ai drive-in per i test”.

Sono giorni che, per voce dell’assessore regionale alla sanità, Alessio D’Amato, la Regione Lazio ha chiesto di procedere a riaperture graduate in base alle evidenze scientifiche inerenti i contagi.

Di fronte alla scelta del Governo di aprire in blocco la mobilità regionale si è scelto quindi di passare a concrete contromisure.

“Abbiamo raddoppiato il numero degli operatori dei contact tracing e contiamo sulla collaborazione dei gestori dei trasporti ferroviari, marittimi e aeroportuali nel rispetto delle regole, nella rilevazione della temperatura corporea e nella trasmissione delle corrette informazioni ai viaggiatori. Roma è il cuore dello Stato e vi sono – conclude Zingaretti – i principali snodi ferroviari e aeroportuali del Paese. Compito di tutte le Istituzioni, a partire da quelle nazionali, e’ tutelare la Capitale e la Regione della Capitale”.

A questo si aggiungeranno verifiche sempre più stringenti sull’obbligo di mascherina nei luoghi chiusi, sul divieto di assembramento, sul conseguente obbligo del distanziamento sociale.

L’obiettivo era e resta quello di aumentare ogni presidio di prevenzione e precauzione per evitare di essere colti impreparati in caso di nuovi focolai e aumento dei casi positivi, soprattutto se gravi.