La sanità nella regione Lazio continua ad essere oggetto di un tira e molla politico.

Sui conti, quelli legati al deficit sanitario, non c’è chiarezza.

A portare ulteriore destabilizzazione ieri le dichiarazioni del consigliere dei 5 Stelle, Davide Barillari, dopo un incontro al Ministero della Salute in merito alla criticità del Fondo di dotazione negativo della sanità della Regione Lazio.

“Buco certificato di 889.922.370,26 euro. Abbiamo avuto la conferma delle nostre preoccupazioni. Il dato – spiega Barillari – è stato certificato dalla stessa Regione, dopo le verifiche urgenti richieste a tutte le Asl entro lo scorso giugno, in vista della possibile uscita dal commissariamento prevista per questo mese, dopo un ritardo di oltre 7 mesi da quanto annunciato in pompa magna da Nicola Zingaretti”.

Sulla vicenda il centrodestra insorge e sottolineando la gravità la della situazione chiede la convocazione di un consiglio regionale urgente sulla sanità.

Di tutta risposta l’assessore D’Amato parla di numeri in ordine e di uscita dal commissariamento sempre più vicina.

Ma a distrarre l’attenzione il Pd guidato da Nicola Zingaretti rilancia riportando in auge la questione degli investimenti in edilizia ospedaliera.

”Quasi 500 milioni di euro, questo è quanto la Regione intende – spiega il presidente del gruppo Pd, Vincenzi – investire per gli ospedali del Lazio, con azioni importanti, tra l’ammodernamento del Grassi a Ostia (55 milioni di euro), il potenziamento dell’Ifo a Roma (24 milioni), il nuovo ospedale di Rieti (189 milioni di euro) e la costruzione del nuovo ospedale nel sud pontino (75 milioni)”.

Proprio sull’ospedale del Golfo, opera senza dubbio necessaria, a gennaio 2019 è arrivata dal Ministero il via libera, su fondi Inail, ad una richiesta avanzata dalla regione a maggio 2017.

Per la struttura, che dovrebbe rappresentare una boccata di ossigeno per l’offerta sanitaria nel sud pontino, siamo ancora all’anno zero ma per mischiare le carte e dare speranza ai cittadini è sempre un asso buono da giocare.