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Un ragazzo di soli 21 anni. Tanta strada ancora da percorrere, una miriade di sogni da realizzare.

Era questo e tanto altro sarebbe diventato Willy Monteiro Duarte il ragazzo di 21 anni ucciso a Colleferro.

In queste ore continuano ad emergere dettagli sui suoi aggressori.

Erano in quattro contro uno. Hanno colpito con estrema violenza Willy a calci e pugni che si sono rivelati fatali.

Willy ha pagato a caro prezzo il fatto di non essersi voltato dall’altra parte, di aver scelto di intervenire per sedare una rissa.

E’ stato ucciso dal branco che terrorizzava, era già accaduto altre volte, Artena. E’ stato ucciso non dalle arti marziali, non dal fatto che quei pugni e quei calci sono stati dati da chi conosceva e praticava MMA (Mixed Martial Arts) come molti sostengono.

E’ stato ucciso dalla vigliaccheria di chi lo ha aggredito in gruppo utilizzando la violenza perchè probabilmente non etra in grado di utilizzare il dialogo per sostenere le proprie  ragioni.

E’ stato ucciso dalla violenza che ha guidato quei calci e quei pugni.

E’ stato ucciso da chi non sa dare valore alla vita e agisce offuscato dalla rabbia e dall’ignoranza.

Tutti elementi che nulla hanno a che fare con quello sport che insegna, come tutte le arti marziali, prima di tutto il controllo, il rispetto per l’avversario, il significato della vita in tutte le sue espressioni.

Willy aveva origini Capoverdiane. Non sappiamo se in quella violenza ci sia stata anche l’aggravante razzista e poco importa perchè tutte le vite sono uniche e preziose al di là del colore della pelle perchè quello che conta è il cuore.

Un cuore quello di Willy che dato un esempio a tutti che non sarà dimenticato.