femminicidi

Un dramma che non lascia privo di macchia nessun Comune d’Italia.

I numeri, nonostante gli appelli e gli sforzi compiuti, sono allarmanti su scala nazionale.

Gli episodi di femminicidi registrano un’ascesa soprattutto nel Lazio, confermata dalle ricerche elaborate dalla Uil e dall’Istituto Eures.

Circa 533 le violenze registrate nel 2018 (+3,7% rispetto al 2017), 12 le donne uccise e 1.880 i maltrattamenti in famiglia (+14,1%).

Relativamente agli stupri, Latina segue Roma con 54 casi, ben il 68,8% in più del 2017.

Anche in relazione allo stalking, è il capoluogo pontino a determinare un incremento consistente (+38,5%), così come per i maltrattamenti, in relazione ai quali la nostra provincia evidenzia 173 denunce.

Il 31% delle donne, risucchiate da un buco nero di non facile uscita, è di nazionalità straniera.

“Dati che non vorremmo mai leggere – ha commentato il segretario generale della Uil del Lazio, Alberto Civica – e che mostrano il fallimento delle politiche sociali dinanzi a tali fenomeni. Le richieste vengono spesso sottovalutate o addirittura ignorate. Perché non si agisce subito? Perché il sistema si blocca e l’iter processuale dura anni? Perché addirittura si colpevolizzano le donne sottoponendole ad estenuanti consulenze e minacce di perdere i figli? Non si tratta certo di procedure tutelanti e non è un caso che l’Europa continui a bacchettarci in merito. I costanti atteggiamenti maschilisti poi, i commenti sulle vittime più che sui colpevoli, il divario economico e lavorativo esistente tra uomo e donna, ne rappresentano una triste realtà cui dovremmo porre rimedio al più presto e con azioni mirate a lungo termine, piuttosto che con manifestazioni di indignazione e solidarietà postume”.

Alberto Civica