giovedì 29 Settembre 2022

Villa Fogliano e i siti archeologici, una storia spesso dimenticata

Latina non solo città di Fondazione ma anche e soprattutto ambiente, paesaggi che tra la collina e il mare declinano in mille colori ed opportunità di iniziare un viaggio alla scoperta della storia e… dell’archeologia.

In pochi sanno, infatti, che a Latina ci sono angoli di meraviglia segnati dai resti e dalle rovine di antichissime località.

C’è la città di Satrico, nella attuale zona de Le Ferriere, fondata dal figlio di Enea e scoperta  nel 1825 dallo studioso Antonio Nibby e poi portata alla luce, con i primi scavi solo 1896.

Pian piano i resti di quella che era stata l’acropoli cominciarono a fiorire dal terreno dando forma, su un’area di circa 4 ettari, protetta da ripide scarpate,all’area abitativa.

Qui si trova una delle scoperte più entusiasmanti caratterizzata dal santuario attribuito alla Mater Matuta la dea del Mattino o dell’Aurora e quindi protettrice della nascita degli uomini e delle cose.

Ma a Latina ci sono anche i resti del Tripontiu, a Tor Tre Ponti e del Foro Appio a Borgo Faiti, sulla antica via Appia, molto spesso ignorati da chi percorre anche più volte al giorno la regina viarum dando per scontato che in quei luoghi la storia sacra e delle origini della bonifica pontina si fondono.

Tra le bellezze tutte da scoprire a Latina c’è, immersa nel verde e affacciata sul lago, Villa Fogliano. Le staccionate e le altissime canne di bambù fanno da cornice al borgo settecentesco che sorge lungo le coste del lago da cui ha preso il nome.

Un luogo dove mistero e storia si fondono affondando le proprie radici, come dimostrano alcuni reperti rinvenuti, nella preistoria e nella culla dell’uomo.

L’area dopo anni di abbandono risorge sotto l’egida del pontificato di Bonifacio VIII, al secolo Benedetto Caetani, che decide di affidarla alla sua famiglia.

Nel 1742 sorgono le prime costruzioni come la casina di caccia, nata per ospitare il Conte d’Albany e il Cardinale di York, e nel 1877 la villa padronale e la Casina Inglese che domina l’area dell’ingresso.

E’ nel bosco che la scoperta continua con la piccola chiesetta di stile neogotico che nella sua intimità mantiene ancora intatta e custodisce parte di una storia troppo spesso dimenticata e oggi oggetto dell’incuria e del decadimento.

CORRELATI

spot_img
spot_img