domenica 23 Giugno 2024
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Via Almirante a Latina, cioè come nascondersi dietro un dito

di Alessandro Cozzolino – Da diversi giorni impazza sui mezzi di comunicazione la proposta (e la relativa polemica) legata all’intitolazione di una via della città di Latina a Giorgio Almirante sottoscritta da due consiglieri di maggioranza. La risposta dell’Anpi (Associazione Nazionale Partigiani Italini) e del segretario comunale PD non si è fatta attendere (ovviamente contraria) e il dibattito si è trascinato fino a tirare in ballo Storace, che a sua volta chiedeva l’intervento di Zingaretti e fino a citare le parole del Capo dello Stato, Giorgio Napolitano.

Ora dovremmo aprire una discussione su chi è Giorgio Almirante, sul perché alcuni sarebbero favorevoli e altri (come me) contrari a tale intitolazione. Ma visto che Wikipedia è ormai a disposizione di tutti non ci intratterremo su questo esercizio, certi che ognuno sia in grado di farsi la propria idea e di informarsi in autonomia.

Ma allora perché parlare di una via Almirante?

Dietro la presentazione di questa mozione si nasconde l’esigenza di mostrarsi ancora attaccati a una storia che invece in venti anni di amministrazione di destra si è tradita costantemente.

Chi si dice legato a quella storia, se lo fosse stato realmente, non avrebbe mai permesso di stravolgere l’architettura razionalista di quel periodo lasciando Latina nelle mani di qualche maldestro palazzinaro. Latina è una città con dei veri e propri obbrobri architettonici, che hanno svilito il nucleo di fondazione. Guardare il palazzo dell’Intendenza di Finanza e vedere sullo sfondo un grattacielo… Una cicatrice in pieno volto.

Per non parlare della storia di quel periodo come (non) viene trattata… Sapete di musei che ricordino la nascita di questa città? C’è poco e niente e quel poco è abbandonato a se stesso! E allora?! E allora ci si rifugia dietro la targa di una via, dietro una stretta di mano tipica degli anni Venti, per racimolare qualche voto, forse per giustificare a se stessi un atteggiamento che per ragioni politiche varie ha finito con lo sfasciare (o “sfascistizzare”) Littoria… Anzi… Latina.

Io mi limito a constatare che quando ero esponente del consiglio comunale dei giovani (organo soppresso da questa amministrazione) feci insieme ad altri ragazzi la proposta di intitolare un luogo a Paolo Borsellino (del quale la città era sprovvisto) e grazie al Commissario prefettizio Nardone la scuola di Borgo Faiti venne intitolata al Magistrato e alla sua scorta. Quella era una proposta per onorare e unire.

Quella di oggi è una proposta utile a qualcuno per lavarsi la coscienza di una storia che ha nei fatti tradito e forse per prendere qualche preferenza in più alle prossime elezioni comunali.

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