Verso le primarie PD del Lazio, intervista a Fabio Melilli

di Ago Madonna – Siamo al rush finale della campagna per le Primarie del PD. Domenica 16, infatti, si vota per scegliere il segretario regionale. Il Lazio vaglia i suoi tre candidati, in una sfida importante nell’ottica del rinnovamento della compagine democratica. LatinaQuotidiano.it ha intervistato Fabio Melilli, che nei giorni scorsi è venuto a Latina per presentare la sua candidatura, accompagnato da Salvatore La Penna.

Perché ha deciso di candidarsi alla segreteria regionale?

La mia candidatura nasce da una condivisione molto larga su un progetto che ha come obiettivo quello di dar vita ad un nuovo Partito regionale, dove la voce dei territori abbia pari dignità rispetto alla capitale. Dobbiamo lavorare perché si comprenda finalmente che il Lazio può essere regione all’avanguardia nel Paese, solo se saprà valorizzare tutte le sue peculiarità.

Qual è la sua ricetta per incentivare la partecipazione alla vita e alle attività del partito?

Dobbiamo tornare a dare centralità ai circoli, ai luoghi di aggregazione e fare in modo che gli eletti e i militanti del PD partecipino davvero alle scelte strategiche della regione. Tutto ciò anche attraverso forme di partecipazione che sappiano valorizzare competenze e saperi di cui è ricco il PD regionale e che sono troppo spesso poste ai margini.

Come sta vivendo questi giorni intensi di campagna delle Primarie?

Il Lazio è una regione molto grande ed i tempi fissati per le primarie molto ristretti. Cerco di essere presente nei luoghi dove c’è voglia di discutere e di elaborare proposte. Mi dispiace di non poter essere presente in molti circoli, ma, se gli elettori me lo consentiranno, proverò a recuperare subito dopo le elezioni.

In cosa si sente diverso rispetto ai suoi avversari?

Credo di conoscere a fondo le necessità della capitale e delle nostre province. Penso di poter rappresentare un campo molto largo, un partito unito che ha la consapevolezza del ruolo che lo attende nei prossimi mesi. La riconquista del Governo regionale offre al PD un occasione unica per restituire un po’ di fiducia nelle istituzioni. Non abbiamo alibi e non possiamo sbagliare.

La prima cosa che farà se diventerà segretario regionale?

Organizzeremo per ogni area omogenea della nostra regione, conferenze programmatiche che definiscano con grande concretezza le cose da fare. Proveremo a riattivare una partecipazione dal basso che torni a dare dignità alla nostra base e consenta a tutti di poter dare il proprio contributo alla vita del partito. Un partito aperto e di tutti.

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