domenica 5 Febbraio 2023

Variante Q3, la Procura indaga per violazione del segreto istruttorio

Si contano sulle dita di una mano gli indagati nell’inchiesta relativa alla variante Q3. L’informativa dei carabinieri forestali del Nipaaf è nelle mani del pubblico ministero Giuseppe Miliano, che coordina le indagini.

In città ormai è il toto nome e da una parte c’è chi dice che nessuno è indagato, dall’altra che lo sono tutti i componenti della giunta, sindaco compreso. Il procuratore aggiunto Carlo Lasperanza ha dichiarato che la notizia che ci siano 12 indagati “non è corretta”, ma poi non ha detto altro. Sarebbe stato aperto però un fascicolo contro ignoti, per violazione del segreto istruttorio.

Sulle indagini e sull’iter seguito per concedere questo permesso a costruire per un centro commerciale, è stato scritto molto. Il nodo sarebbe il cambio della destinazione d’uso. Se in un primo momento l’amministrazione aveva pensato e sostenuto che bastasse prendere atto di un vincolo ormai estinto della Regione Lazio, aveva poi comunque seguito l’iter della variante. Variante che è stata approvata in giunta e non in consiglio comunale. L’ipotesi degli investigatori è che dovendo modificare il piano particolareggiato (che va a colmare una lacuna del piano regolatore) e quindi lo stesso prg, allora la procedura non sarebbe quella giusta.

Per questo ha ipotizzato i reati di abuso d’ufficio, falso e lottizzazione abusiva. L’amministrazione continua a dire che tutto sarebbe stato svolto seguendo quanto dice la normativa. Era stato il dirigente dell’Urbanistica, Paolo Ferraro, a dare parere favorevole al progetto, a condizione di una variante urbanistica che modificasse la destinazione d’uso, da alberghiera a commerciale. Variante che, sempre secondo il suo parere, poteva essere approvata in giunta, come poi avvenne, il 28 dicembre del 2018.

Il sindaco Coletta al telefono si è detto tranquillo: “Ho completa fiducia – ha dichiarato – nell’operato dell’assessore Castaldo e del dirigente Ferraro, anche sulla loro onestà”. Poi ha dato mandato all’avvocato Luca Melegari per verificare.

Silvia Colasanti
Giornalista pubblicista dal 2009 ha cominciato a scrivere nel 2005. Laureata in Scienze politiche, con un Master in Diritto europeo, ha lavorato per tre anni (tra le altre esperienze) nella redazione de Il Tempo Latina, poi come redattrice al Giornale di Latina. Si occupa essenzialmente di cronaca, in particolare di cronaca giudiziaria

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