venerdì 7 Ottobre 2022

Variante Q3, gli indagati nell’inchiesta sono 4: ecco i nomi

Sono quattro gli indagati nell’inchiesta sulla variante Q3. Lo avevamo scritto che si contavano sulle dita di una mano e che il sindaco con era stato iscritto dal sostituto procuratore Giuseppe Miliano nel registro degli indagati. Né il sindaco, né tutta la giunta.

L’inchiesta coordinata da Miliano e portata avanti dagli investigatori del Nipaf di Latina vede per ora coinvolte quattro persone.

L’area che circonda per una parte l’hotel Garden originalmente era destinata a verde privato vincolato secondo il piano particolareggiato esecutivo Q3. Nel 1990 era già configurata come “area attrezzature turistiche con vincolo destinazione alberghiera. Nel 1999 le controdeduzioni confermerebbero il vincolo. Soltanto un pezzetto del terreno in questione sembrerebbe essere catalogato come “attrezzature turistiche” nel quale sarebbe possibile realizzare anche locali commerciali.

Per la maggior parte del terreno adiacente l’hotel, quindi, non sarebbe possibile secondo il ppe realizzare edifici commerciali. A questo punto la questione da chiarire è se questo tipo di variante, necessaria a cambiare la destinazione d’uso da alberghiera a commerciale, possa passare per una delibera di giunta – come è stato fatto il 28 dicembre scorso – o se serva un iter più complesso, che prevede l’approvazione del consiglio comunale e della Regione Lazio. Secondo gli investigatori, andando a modificare il piano regolatore generale, il provvedimento deve essere approvato in consiglio.

 La legge in generale prevede che si modifica soltanto il ppe, strumento per attuare nel dettaglio le previsioni generali del prg,  allora è possibile in giunta, ma se con la modifica al ppe varia anche il prg allora questo iter non è più possibile.

Proprio per chiarire tutto questo è stato aperto un fascicolo in Procura. I carabinieri del Nipaf stanno lavorando e così il sostituto procuratore Miliano. Essere iscritti nel registro degli indagati, lo ricordiamo, non equivale ad una condanna. Ci sono accertamenti ancora in corso che porteranno alla luce eventuali errori o reati. Quelli ipotizzati dal pm sono falso, abuso d’ufficio e lottizzazione abusiva.

Silvia Colasanti
Giornalista pubblicista dal 2009 ha cominciato a scrivere nel 2005. Laureata in Scienze politiche, con un Master in Diritto europeo, ha lavorato per tre anni (tra le altre esperienze) nella redazione de Il Tempo Latina, poi come redattrice al Giornale di Latina. Si occupa essenzialmente di cronaca, in particolare di cronaca giudiziaria

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