domenica 5 Febbraio 2023

Variante Malvaso, il caso arriva in Consiglio comunale. Ma dal sindaco nessuna risposta

di Giusy Cavallo – Il caso della cosiddetta variante Malvaso ha riempito il quotidiani cartacei e affollato le fila degli articoli online per giorni qualche settimana fa. Adesso il silenzio, come spesso succede con gli “scoop” che, dopo che fanno scalpore, vengono dimenticati come tutte le altre notizie.

Eppure oggi il caso Malvaso è approdato in Consiglio comunale grazie al PD che ha richiesto la convocazione straordinaria affinché il sindaco riferisse alla città.

In un aula in cui gran parte dei posti della maggioranza sono rimasti vuoti, alla fine della riunione erano rimasti 6 consiglieri, il sindaco Di Giorgi e l’assessore Di Rubbo hanno ripetuto quanto già detto in conferenza stampa a fine maggio.

L’opposizione, invece, ha messo sul tavolo quesiti importanti e, fermo restando che sulla vicenda giuridica la magistratura farà il suo corso, ha posto l’accento sulla vicenda politica e soprattutto etica-morale.

Sindaco e assessore hanno più volte ribadito che è stata la Regione Lazio ad approvare la procedura per cui per adottare questa variante sarabbe bastato solo il passaggio in giunta e non in commissione e poi in Consiglio comunale come normale iter. “Peccato che abbiamo chiesto di visionare il carteggio ufficiale nel quale gli addetti degli uffici comunali e regionali si scambiavano queste informazioni e si davano i pareri positivi, ma oggi queste carte non sono state mostrate all’Aula e rimangono solo parole” spiega Alessandro Cozzolino che è stato il primo ad intervenire durante il Consiglio.

Il capogruppo del PD ha anche sottolineato un altro aspetto ovvero quello del conflitto di interessi. Cozzolino è partito proprio dalla manifestazione di Libera contro le Mafie, ospitata dalla città di Latina lo scorso 22 marzo, quando, in occasione dell’evento, il Consiglio comunale si confrontò, alla presenza del sindaco, sulla Carta di Pisa, un codice di condotta per gli amministratori locali, ritenuto un valido strumento al quale fare riferimento.

Questa carta nell’articolo 7 definisce cosa è un conflitto di interessi e in che modo l’amministrazione deve evitarlo in particolare “la sussistenza di interessi personali dell’amministratore che interferiscono con l’oggetto di decisioni cui egli partecipa e dalle quali potrebbe ricavare uno specifico vantaggio diretto o indiretto”. E’ proprio questo il caso di Latina “è necessario – si chiede Cozzolino – che costruttori siedano in Commissione urbanistica e presiedano queste commissioni oppure abbiano deleghe in merito?”.

A seguito di questi interventi c’è stata la conclusione del sindaco che però non ha risposto ai quesiti posti dall’opposizione e si è limitato a parlare di questioni tecniche. La seduta si è chiusa così lasciando la domande ancora senza risposta.

Ancora non si sa quando si riunirà il prossimo Consiglio comunale, ci sarebbe il bilancio da approvare entro fine luglio, ma per ora la questione non è stata ancora affrontata.

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