Un progetto per educare alla legalità e al diritto, se ne è parlato lo scorso 15 maggio presso l’Aula Magna del Dipartimento di Giurisprudenza della Libera Università Maria S.S. Assunta (LUMSA). Il Progetto nasce a 25 anni dalla strage di Capaci e Via D’Amelio, in cui persero la vita i giudici Falcone e Borsellino, ed è un progetto d’Ateneo d’integrazione culturale LUMSA Open Domus, concepito nell’ambito della call for students Università per la Legalità organizzata dalla Fondazione Giovanni e Francesca Falcone, in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (MIUR), il Consiglio Nazionale degli Studenti Universitari e la Conferenza dei Rettori delle Università Italiane (CRUI). Hanno aderito all’iniziativa 19 università italiane che hanno avuto modo di illustrare le loro idee lunedì 22 maggio e il 23 maggio presso l’Università di Palermo.

Alla presentazione alla Lumsa di Roma, dopo i saluti del Rettore Francesco Bonini, ha preso la parola lo studente del III anno Luca Maria Tonelli per illustrare il progetto, sottolineando l’importanza della “educazione” alla luce dei principi trasmessici anche dal Diritto romano.

I lavori sono stati presieduti da S.E. Mario Rosario Morelli, giudice della Corte costituzionale, che nel ricordare Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, ha posto l’attenzione sull’art. 2 Cost. e, pertanto, sulla centralità dell’uomo e della sua dignità nella Costituzione: questi viene messa al centro della società, grazie al riconoscimento dei diritti inviolabili della persona e alla solidarietà, concetti intrinsecamente collegati alla dignità. Il prefetto Rosaria Scotto Lavina, ha sottolineato la rilevanza del collegamento con l’Università e con il mondo della scuola, per l’approfondimento e per lo studio di una tematica importante come quella dell’immigrazione.

L’on. Alfredo Mantovano, Vice Presidente del Centro Studi Rosario Livatino, ha ricordato come la libertà religiosa e il rispetto dell’altro siano dei principi cardine su cui deve fondarsi la nostra società. Integrazione è condivisione dei principi fondamentali come il rispetto per la vita e i diritti della persona. La Lumsa con questo innovativo progetto sta dimostrando di essere promotrice di nuove prassi nel rapporto tra l’Università e le realtà istituzionali, ciò è indispensabile alla luce degli accadimenti quotidiani da affrontare.

Ha preso parola la giornalista Angela Iantosca, che ha ribaltato taluni luoghi comuni, evidenziando come a volte sono gli stranieri a fornirci preziose lezioni in tema di legalità.

Momenti forti sono stati la testimonianza di Alì Ehsani, profugo afgano autore del libro “Stanotte guardiamo le stelle”, contenente un grande messaggio di speranza: dietro ogni immigrato c’è sempre una storia, spesso dolorosa. Lo studio della lingua italiana e del diritto costituiscono fattori imprescindibili per l’integrazione.

Altro momento importante la consegna della Costituzione, da parte di alcuni studenti, ad alcuni giovani accompagnati dal responsabile del centro di accoglienza CIR/CEIS: Abdoulahi El Haj del Senegal e Seydou Sidibe di Mali.

La professoressa Maria Pia Baccari ha preso la parola per ringraziare tutti e ciascuno per le energie profuse e per il contributo offerto per la riuscita dell’iniziativa tanto partecipata.

Ha chiuso la mattinata la proiezione del corto “Una vita per la legalità. Storia del progetto” realizzato dagli studenti della Lumsa, diretti da Fabio Quintorio.