organizzazione Guardia di Finanza
Otto avvisi di garanzia notificati questa mattina dalla Guardia di Finanza di Cassino e Frosinone ad altrettanti pubblici ufficiali che, secondo quanto accertato dalla Procura di Cassino, avrebbero falsificato i bilanci dell’Università di Cassino e del Lazio Meridionale.

Il tutto per nascondere un ammanco di 40 milioni di euro.
Sotto la lente dei magistrati, oltre all’ex rettore Ciro Attaianese, anche il presidente della Corte dei Conti del Lazio, il giudice Tommaso Miele.
Le indagini partite nel 2016 dagli investigatori della Guardia di Finanza di Cassino, all’epoca coordinati dal tenente colonnello Massimiliano Fortino e poi portate avanti dal personale del Nucleo di polizia tributaria del comando provinciale, coordinato dal colonnello Alessandro Gallozzi e dal tenente colonnello Claudio Gnoni, hanno consentito di accertare un presunto falso ideologico e un presunto falso materiale.
L’inchiesta prese il via quando alcuni dipendenti scoprirono che non erano stati versati i contributi Inps ai fini pensionistici.
Nel capo di imputazione si legge che e’ stata ravvisata nei confronti degli indagati “la responsabilità per i reati di falsità materiale ed ideologica in relazione ai dati esposti nei bilanci dal 2013 al 2015.
Attraverso l’esame di documentazione amministrativa e contabile, supportata anche da mirati accertamenti bancari – si legge nella nota della Guardia di Finanza – sono state disposte dalla Procura in relazione al mancato versamento di contributi previdenziali dei dipendenti dell’ateneo, per un importo di circa 35 milioni di euro.
Il giudice Tommaso Miele, assistito dall’avvocato Sandro Salera, ha dichiarato di “aver piena fiducia nell’operato dei colleghi di Cassino e di poter dimostrare nelle opportune sedi di aver operato nel massimo della trasparenza e della rettitudine”.