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Università, al via la Scuola Estiva di Orientamento per la Sant’Anna di Pisa

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È partita in questi giorni la Scuola Estiva di Orientamento dell’Università Sant’Anna di Pisa. Si tratta di un’iniziativa giunta alla sua 18° edizione che punta a far conoscere l’offerta formativa agli studenti. La Scuola Superiore Sant’Anna ospita 230 allievi ordinari. Se a questi si aggiungono gli allievi dei corsi di dottorato e di master si arriva a 1.500 studenti. Molti sono stranieri e provengono dalla Cina, dall’India, Brasile, Argentina, dall’Armenia, dal Costa Rica, rendendo la Sant’Anna un ateneo attrattivo dal punto di vista internazionale e in controtendenza rispetto ad altre università.

Per entrare non basta iscriversi ma bisogna superare un vero e proprio concorso. L’obiettivo della Scuola Estiva di Orientamento è di selezionare i migliori studenti, quelli più motivati ad intraprendere un percorso formativo alla Sant’Anna.

“L’obiettivo non è quello di fare pubblicità alla Scuola, ma di dare una panoramica di offerte formative che propone il sistema universitario italiano – così Luca Sebastiani, da tre anni Delegato del rettore per il progetto orientamento, all’agenzia Diregiovani – Il concetto è dare loro una visione completa e possibile del panorama universitario. Parliamo anche di come siamo organizzati noi. Cerchiamo di dare un’idea di cosa offre il sistema nazionale e cosa potresti avere nel percorso all’interno della Scuola superiore”

Alle giornate di orientamento partecipano 180 ragazzi provenienti dalle scuole superiori di tutta Italia. I ragazzi sono stati divisi in due gruppi da 90, e parteciperanno ad attività seminariali, a cui seguono dei dibattiti. Così facendo gli studenti possono capire subito se l’offerta formativa e l’organizzazione universitaria è adatta alle loro esigenze e al loro futuro.

Quest’anno la Scuola Estiva di Orientamento è multimediale. Le lezioni e i seminari saranno pubblicati sul sito www.scuolaestiva.it, dove sarà presente anche un racconto “giorno per giorno”. Il servizio #OrientaLaMente serve invece a innescare dibattiti tra studenti, rieercatori e docenti. “Il multimediale serve per due motivi – spiega Sebastiani – Magari c’è un gruppo di studenti che può essere interessato, allora si va a creare una piattaforma per ricreare contenuti e dibattiti. Si fornisce, quindi, un servizio a chi non è potuto venire”.

Sebastiani fa un piccolo bilancio die tre anni da responsabile del servizio orientamento: “Circa il 50% degli studenti ha contattato la scuola attraverso attività di orientamento. I ragazzi e le ragazze capiscono, apprezzano molto che vuol dire studiare in una università. Non è così scontato. L’università non è come le Superiori. Andare all’università è entrare in contatto con docenti, colleghi. È partecipare ad attività non solo legate agli esami. C’è bisogno che si capisca che fare un vero percorso di studi vuol dire entrare nel profondo delle questioni e non fermarsi a imparare quanto scritto sul libro”.

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