domenica 25 Febbraio 2024
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Una conferenza all’università ha chiuso la campagna Ottobre Rosa della LILT di Latina

Tantissimi gli studenti di Medicina presenti alla conferenza di chiusura della Campagna dell’Ottobre Rosa della LILT – Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori, presso l’Aula Magna della Facoltà di Medicina Università La Sapienza di Roma – Polo Pontino.

Ad aprire i lavori, i saluti istituzionali dell’Assessore Annalisa Muzio, che in quest’occasione ha annunciato che è stata da poco approvata la mozione sottoscritta all’unanimità “Latina città delle Donne”, che, oltre alla parità di genere, prevede l’adesione automatica del Comune di Latina alla campagna nazionale nella lotta contro il tumore al seno e a tutte quelle iniziative che mirano a contrastare questa patologia.

La Prof.ssa Antonella Calogero, Direttrice Dipartimento Scienze e Biotecnologie Medico Chirurgiche – Facoltà di Farmacia e Medicina Università Sapienza di Roma – Polo Pontino, moderatrice dell’evento, ha introdotto i tanti accademici e medici presenti.

Il primo a prendere la parola è stato il Prof. Paolo Villari, Preside Facoltà di Farmacia e Medicina Università Sapienza – Roma, che ha sottolineato, come, nonostante di prevenzione si parli tanto e si faccia molto per sensibilizzare le persone in tal senso, purtroppo nei fatti i numeri di adesione alle campagne di prevenzione sono bassi. Lo stesso dato lo ha riportato la Dott.ssa Silvia Cavalli, Direttrice Generale della A.S.L. di Latina, che ha parlato di percorrere ogni strada possibile per arrivare a comunicare nel modo giusto l’importanza di aderire agli screening istituzionali, la cui fondamentale importanza non è ancora percepita nel modo giusto. Altro discorso va fatto invece per le cure, che grazie a realtà come la BREAST UNIT, ha permesso di arrivare a livelli molto positivi. Il Prof. Fabio Ricci, da anni Direttore della Breast Unit della A.S.L. di Latina, ha definito l’unità della Breast “una garanzia e un diritto per le donne” poiché aumenta del 20% la loro possibilità di sopravvivere al tumore al seno. Se preso in tempo, infatti, il tumore alla mammella, è guaribile, mentre, se viene diagnosticato quando ha già generato metastasi, è, a seconda dei casi, solo curabile. Anche il Prof. Ricci ha parlato di una scarsa cultura delle prevenzione, poiché solo il 20% delle donne aderisce alle campagne di screening, quando, soprattutto se si tratta di tumore al seno, la prevenzione può salvare la vita.

Il Prof. Claudio Di Cristofano – Presidente Corso di Laurea Magistrale in Medicina e Chirurgia Università Sapienza di Roma – Polo Pontino, nel suo intervento, ha specificato che solo 1 donna su 3 si presenta all’invito di sottoporsi ad una mammografia, e le donne che invece hanno già un tumore in stadio avanzato, molto spesso non hanno fatto nessun esame gratuito offerto dagli screening istituzionali.

Ad oggi, inoltre, esiste anche la prevenzione genetica, che purtroppo ha un costo, ma è un costo sicuramente minore di quello di ammalarsi di tumore. “Stiamo procedendo con gli studi – ha spiegato la Prof.ssa Calogero – per capire quali tumori hanno una matrice genetica. Stiamo studiando un cluster di famiglie e stiamo cercando di ampliare la ricerca anche ad altri tumori”. A prendere la parola anche due ex studenti della Professoressa, il Dott. Etien Leca e la Dott.ssa Stefania Centra, laureati che hanno scelto la specializzazione in Oncologia, che hanno messo in risalto l’importanza della tempestività della diagnosi per una concreta prospettiva di guarigione.

Non solo la prevenzione secondaria al centro del dibattito, ma anche quella primaria, che possiamo fare tutti e che riduce in buona percentuale la possibilità di ammalarsi di tumore. A parlarne la Presidente della LILT Latina, Dott.ssa Nicoletta D’Erme, che si è rivolta direttamente agli studenti presenti in Aula. “Noi ogni anno incontriamo circa 10.000 persone alle quali facciamo prevenzione diretta, oltre a tutte le iniziative che mettiamo in campo per sensibilizzare le persone, come quella di oggi. Solo in questo mese abbiamo girato oltre 15 Comuni della Provincia per parlare di prevenzione al seno ma che di prevenzione primaria, ovvero corretti stili di vita. Facciamo corsi di welfare nelle aziende, corsi per la lotta al tabagismo, per l’abuso di alcol, su come si deve mangiare e combattere la sedentarietà. Avvicinarsi alla nostra associazione non significa solo avvicinarsi a questi momenti di confronto ma abbiamo ambulatori di senologia, urologia, psiconcologia, dermatologia, collaboriamo con la Breast Unit, e avvicinarsi a noi significa quindi crescere non solo il vostro bagaglio culturale ma soprattutto quello umano che, nel caso di voi futuri medici, è davvero importante”. Visti i dati sempre più allarmanti sull’abuso di alcol e dipendenza da fumo tra i sempre più giovani, la Presidente della LILT ha invitato gli studenti a fare un progetto insieme, per portare nelle scuole le loro testimonianze, le loro parole di giovani medici, per contrastare questo allarmante trend in continua crescita.

 

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