Pino Simeone
Pino Simeone

Il presidente della commissione Sanità, politiche sociali, integrazione sociosanitaria e welfare della regione Lazio, Giuseppe Simeone, si dichiara molto soddisfatto del progetto che prevede l’utilizzo della tecnologia per l’assistenza domiciliare ai malati di covid.

In questo momento, però, questo servizio è attivo quasi esclusivamente sulla capitale. Cosa che il capogruppo di Forza Italia in consiglio non riesce a mandare giù: “Considero estremamente positivo l’utilizzo della tecnologia per il rafforzamento della medicina territoriale e dell’assistenza domiciliare durante questa emergenza pandemica.

Per questo colgo l’importanza del progetto sperimentale di teleassistenza della Regione Lazio e dell’Istituto Spallanzani a favore dei pazienti in isolamento domiciliare da Covid 19.

Ritengo apprezzabile il coinvolgimento di medici di base che attraverso la piattaforma ‘MyHospitalHub PRO‘ monitoreranno da remoto i parametri vitali dei pazienti, come temperatura corporea, pressione arteriosa, saturazione dell’ossigeno, frequenza cardiaca, respiratoria, e li metteranno a disposizione degli specialisti dell’Istituto Spallanzani di Roma. Saranno poi quest’ultimi a loro volta a decidere sulla necessità o meno di un ricovero.

Più in generale l’innovazione tecnologica può contribuire a una riorganizzazione della sanità, in particolare sostenendo lo spostamento del fulcro dell’assistenza sanitaria dall’ospedale al territorio, attraverso modelli assistenziali innovativi incentrati sul cittadino e facilitando l’accesso alle prestazioni.

A mio parere però occorre estendere questo tipo di servizi anche nelle province, rendendo più facile il collegamento tra paziente e struttura sanitaria ospedaliera o territoriale.

Purtroppo mi preme sottolineare che la periferia è abbandonata a sé stessa, con una rete di assistenza territoriale spesso insufficiente, scarsamente capillare e sottodimensionata laddove esiste.

Per questo l’implementazione dei sistemi di telemedicina può essere di vitale importanza non solo per la Capitale ed il suo hinterland, ma anche e soprattutto per le province del Lazio”.