Non amo utilizzare termini offensivi, non lo faccio neanche nella vita privata o con gli amici. Non lo faccio per scherzare perchè ho un rispetto non profondo ma profondissimo per la lingua italiana e per le parole.

Per questo nessun termine, se non vogliamo scadere nell’insulto becero, calza meglio di “cretino”.

Eh sì perchè solo un cretino può pensare che portarsi a casa una cena, nel caso specifico da un ristorante cinese di Cisterna, ma è accaduto con una pizzeria a Gaeta, con la pasticceria e la panetteria a Latina per citare situazioni analoghe, può essere più importante del rispettare le regole.

Regole messe non a caso ma per garatire la sua vita e quella degli altri. Il fatto che decine di persone abbiano fatto lo stesso è naberrante, deprimente, desolante.

Lo è ancora di più a poche ore da quella che tutti, credo erroneamente, definiscono una ripartenza.

La cosiddetta fase 2, che in realtà è una partenza con tutti i rischi e le incognite che ogni partenza porta con sè.

Perchè non sappiamo dove ci porterà ed è avvilente il fatto che ci siano decine di persone che con questo atteggiamento menefreghista e strafottente, da liberisti immuni dell’ultima ora, stanno mettendo a rischio la salute di tutti.

E stanno, con la complicità ed irresponsabilità dei titolari di questi locali, mettendo a rischio la fase 2 stessa. Perchè se torneranno a salire i contagi si chiuderà di tutto di nuovo.

Le imprese che non hanno riaperto e speravano di farlo a metà maggio o i primi di giugno non riapriranno mai più.

L’economia morirà e con lei moriranno di fame altre centinaia di famiglie.

Un involtino primavera o una pizza non credo valgano tanto da mettere a rischio la vita di tutti.

Per qualcuno purtroppo però è così e se le curve dei contagi ad oggi, grazie al sacrificio della maggioranza di tutti noi, scende, quella dei cretini purtroppo sale e ci porterà alla rovina.