Unicoop Tirreno

Il 2018 è stato l’anno di due grandi crisi che hanno attraversato il territorio pontino. Il primo è quello dei supermercati Coop, mentre è più recente e altrettanto travagliato, il caso di Corden Pharma.

Supermercati Coop

Il caso dei supermercati Coop coinvolge il punto vendita di Aprilia, in via Mascagni, e altri sette punti vendita del basso Lazio che Unicoop Tirreno ha deciso di dismettere. Oltre ad Aprilia sono a rischio due negozi a Pomezia, e i punti di Colleferro, Genzano, Velletri, Fiuggi e Frosinone.

Tutto parte dall’annuncio dell’azienda a settembre 2018. Da allora si sono susseguiti tavoli in Regione Lazio e al Ministero del Lavoro. Era intervenuto persino Luigi Di Maio per bloccare la cessione dei punti vendita. 

L’idea di Unicoop Tirreno infatti è chiudere o cedere a una società del marchio Conad. Un’idea che però non piace ai sindacati e non piace neanche ad Aprilia, dove di Conad ce ne sono fin troppi e si rischia di monopolizzare il mercato. Una situazione che si va a ripercuotere sia sui consumatori sia sui lavoratori che si ritroverebbero in un sistema appiattito. 

Unicoop aveva timidamente aperto a uno stop alla cessione con la prospettiva di un rilancio del marchio, salvo poi cambiare idea. Gli ultimi sviluppi dicono che l’azienda ha tre strade davanti: cedere gli otto punti, chiuderne almeno quattro, rivedere i costi di produzione. Questa è la strada meno voluta dall’azienda e auspicata invece dai sindacati. 

Certo è che per 140 lavoratori Coop l’anno si chiude con un magone, un grosso punto interrogativo sul loro futuro. 

Corden Pharma

Stesso magone anche per 288 lavoratori di Corden Pharma, stabilimento farmaceutico tra Latina e Sermoneta, ex Bristol. Tutto inizia quando ad ottobre l’azienda comunica di non poter pagare gli stipendi. Si apre una vertenza, si prospettano 192 esuberi, si parla di ridurre drasticamente i costi del lavoro. Anche in questo caso, di incontri tra Regione e Ministero se ne sono fatti a volontà.

Ma l’ultimo appuntamento in Unindustria ha sancito che azienda e sindacati sono su posizioni diverse. Per l’azienda la parola d’ordine è tagliare personale e ridurre gli stipendi. I lavoratori chiedono invece il ricorso alla cassa integrazione straordinaria, un taglio degli stipendi che non sia lineare ma “solidale” in modo da non penalizzare le fasce più deboli, e soprattutto, chiedono un piano di rilancio. Perché qualunque taglio rischia di essere solo l’anticamera di una situazione ben peggiore. L’azienda ha garantito che entro marzo 2019 presenterà un piano industriale. 

L’anno nuovo vede Corden Pharma al bivio: ripartire o essere l’ennesima scommessa persa di questo territorio.