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Il presidente della regione Lazio, Nicola Zingaretti, ha firmato l’ordinanza con cui si prevede che, a partire dal 29 maggio, si potranno aprire gli stabilimenti balneari, i camping e tornare a tutti gli effetti a prendere la tintarella in spiaggia.

Una decisione tanto attesa da molti cittadini oltre che dagli operatori del settore alle prese, però, con mille procedure per garantire la sicurezza rispettare le misure di sicurezza.

Il tutto in attesa di conoscere nel dettaglio cosa stabiliranno i singoli Comuni in merito considerato che Zingaretti ha derogato a loro le ordinanze definitive.

“Le linee guida per l’apertura degli stabilimenti balneari firmate da Zingaretti danno finalmente – spiega Marco Maurelli, presidente Federbalneari Lazio – la possibilità alle imprese balneari di ripartire e alle persone la possibilità di godere del nostro mare”.

Le linee guida accolgono le richieste avanzate da Federbalneari Lazio in questi giorni sia per quanto riguarda la data di apertura e sia per quanto riguarda il distanziamento, che dovrà essere di almeno 10 metri quadri tra gli ombrelloni indipendentemente dalla modalità di allestimento della spiaggia e di 1,5 metro tra i lettini, e il divieto assoluto di assembramento.

Resta da risolvere la questione spiagge libere che la Regione Lazio ha derogato ai Comuni e per li quali ha stanziato 6 milioni di euro.

“Per Federbalneari Lazio le spiagge libere devono comunque essere aperte ma è necessario individuare delle misure che ne consentano la fruizione in totale sicurezza, in attesa delle quali la Federazione ha proposto la temporanea sospensione del transito sulla battigia da parte dell’utenza, per evitare il verificarsi di assembramenti incontrollati, e il divieto di accesso ai venditori ambulanti”.

Perchè se gli stabilimenti stano lavorando per trovare le soluzioni migliori per dare sicurezza ai cittadini organizzando steward, posizionando distributori di igienizzanti, predisponendo le sanificazioni di luoghi ed attrezzature, disponendo gli spazi nel rispetto delle distanze previste e ricorrendo ad App e tecnologia per prenotazioni e servizi, per le spiagge libere si rischia l’effetto “giungla”.

“Le spiagge libere sono, al momento, quelle che ci preoccupano maggiormente. La Regione ha derogato la questione ai Comuni e noi siamo consapevoli che le singole amministrazioni stanno lavorando per garantire la tutela della salute pubblica. E’ necessario prevedere immediatamente un protocollo che permetta alle persone di usufruire in totale sicurezza delle spiagge libere. Per questo abbiamo proposto una cabina di regia che coinvolga le amministrazioni comunali e, soprattutto, la Guardia Costiera che ha gli strumenti e la competenza per poter garantire un accesso sorvegliato alle spiagge libere”.