martedì 16 Aprile 2024
spot_img

Trasfusione di sangue infetto al Santa Maria Goretti: super risarcimento per un 85enne

54 anni per avere giustizia. È questa la storia di un uomo, ormai anziano, di Latina, trasfuso con sangue infetto nel 1968 all’ospedale, che oggi si chiama Santa Maria Goretti di Latina, al quale verranno pagati poco meno di 300mila euro. Questa la decisione della Corte di Appello del Tribunale di Roma. Decisione che era giunta già nel 2014, ma contro la quale lo Stato aveva presentato ricorso.

L’85enne di Latina è stato contagiato nel 1968, quando aveva quindi 31 anni, ed aveva poi scoperto di essere positivo al virus dell’epatite C solo nel nel 1996 quando la malattia lo aveva, nel frattempo, danneggiato silenziosamente.

Considerato da molti uno sfaticato, in realtà era affetto da una malattia che è stata riconosciuta solo di recente e che gli ha provocato per decenni un continuo senso di una spossatezza. Solo nel 1988, infatti, è stato isolato il virus HCV, responsabile dell’epatite C.

A seguire l’iter giudiziario della persona l’avvocato Renato Mattarelli. Secondo il legale la responsabilità per i contagi da trasfusioni di sangue delle amministrazioni sanitarie non decorre dagli anni in cui la scienza aveva scoperto il virus (ed inventato il test per rilevarlo) ma da quando, con i mezzi diagnostici a disposizione all’epoca, era possibile indirettamente evitare il contagio e quindi già negli anni ’60.

Dalla scoperta del 1996 del contagio, l’uomo vive quotidianamente a contatto con cure e farmaci che, come l’interferone, gli hanno provocato eventi avversi e nuove patologie reattive compresa una sindrome ansioso-depressiva da consapevolezza, non solo, di essere stato infettato ma, anche, di essere un soggetto a sua volta infettante.

CORRELATI

spot_img
spot_img
spot_img
spot_img