martedì 16 Aprile 2024
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Tragedia a Cisterna: Renèe poteva salvarsi se Sodano non le avesse sparato di nuovo

Il duplice femminicidio di Cisterna si arricchisce di un nuovo capitolo, scritto dalle indagini che le forze dell’ordine stanno conducendo anche dentro la villetta che, lo scorso 13 febbraio, è stata teatro dell’assassinio di Nicoletta Zomparelli e della figlia Renèe Amato.

Proprio la diciannovenne, secondo gli ultimi rilevamenti, avrebbe potuto trovare la salvezza se non fosse stato per l’implacabile crudeltà di Christian Sodano.

Nuovi Elementi Emergono dalle Indagini

Gli inquirenti, grazie al lavoro meticoloso della Polizia Scientifica, hanno portato alla luce dettagli finora sconosciuti sul duplice omicidio avvenuto nella villetta di via Monti Lepini, nel quartiere San Valentino. La ricostruzione degli eventi dipinge un quadro ancora più drammatico: Nicoletta Zomparelli, 46 anni, è stata la prima vittima, colpita mentre cercava disperatamente di difendersi dall’aggressore. Renée, nonostante le affermazioni di Sodano, non è morta immediatamente ma è stata brutalmente colpita mentre tentava probabilmente di fuggire.

La Sfida della Ricostruzione

Questo nuovo elemento sfida la narrazione iniziale dell’assassino, che aveva descritto il suo gesto come un’estrema misericordia verso Renée, agonizzante. La realtà emersa dal lavoro degli investigatori contraddice questa versione, evidenziando una realtà ben più tragica e dolorosa.

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