“Un danno ambientale enorme. I terreni della provincia di Latina in cui e’ stato interrato il finto compost, sono terreni in cui sono piantati olivi e granturco oppure sono attigui ad altre piantagioni, quindi il rischio che tramite le falde acquifere questo materiale possa aver inquinato le coltivazioni c’è ed è reale”.
Queste le parole del vice questore aggiunto alla polizia stradale, Luciana Baron, a margine della conferenza stampa sull’operazione “Smokin’ Fields”.

Sequestrate 3 aziende, tra cui la Sep di Pontiniaoperanti nel campo della gestione di rifiuti.

Di queste due in provincia di Latina ed una in provincia di Roma, 1 discarica di proprietà di una società di Roma e 10 mezzi tra autocarri, trattori, semirimorchi, escavatori.

“Con questo sequestro – ha spiegato il Pm di Roma, Alberto Galanti – speriamo di restituire alla popolazione di quei luoghi una vita normale che era preclusa a causa delle esalazioni e degli odori nauseabondi che provenivano dai siti”.

L’operazione riguarda le province di Latina, Roma, Frosinone e Napoli.
E’ stata condotta da carabinieri e polizia nell’inchiesta della Dda della Capitale sul traffico illecito di rifiuti che vede indagate 23 persone.
“Tra i sequestri – ha aggiunto il procuratore facente funzioni di Roma, Michele Prestipino – che riguardano siti e attività, c’e’ anche un sequestro preventivo di un’ingente somma di denaro pari a circa un milione di euro. In indagini simili a questa si incontrano realtà diverse come enti pubblici, imprenditori privati e criminali comuni”.