LATINA - CRO - OPERAZIONE GUARDIA DI FINANZA GDF CONTROLLI - PATTUGLIE - AUTOMEZZI - PALAZZO M - FOTO: PAOLA LIBRALATO

Un’ordinanza che getta una luce scura sul traffico illecito dei rifiuti smascherato oggi dalle forze dell’ordine tra Roma e la provincia di Latina.

E’ quella a firma del giudice per le indagini preliminari, Nicolò Marino, che sottolinea: “Ci sono costi enormi, non solo sociali ed ambientali, a carico della collettività, dovuti al fatto che l’irregolare ripulitura dei rifiuti genera danni per l’ambiente e la salute pubblica, si pensi ai roghi tossici nei campi rom, provocati spesso per ripulire il rame e altri metalli dalle guaine o altro, con conseguente immissioni nell’ambiente di sostanze tossiche come le diossine, ma anche costi per bonificare le aree e rimuovere i rifiuti”.

L’operazione a cui si fa riferimento è quella che ha portato, questa mattina, con un blitz coordinato tra le forze dell’ordine ed un dispiegamento di 200 unità, 27 persone.

Rifiuti, spesso provenienti da campi rom dove spesso si dava luogo a roghi tossici per ripulire il rame e altri metalli dalle guaine o altro, con conseguente immissioni nell’ambiente di sostanze tossiche come le diossine, ma anche costi per bonificare le aree e rimuovere i rifiuti.

Riferimento del traffico sarebbe il Centro rottami di Cisterna di Latina.

“Il modello di gestione dell’azienda studiato da Leopoldo Del Prete costituisce un’illecita concorrenza a fronte di aziende che in maniera regolare gestiscono i rifiuti con i relativi costi che, contrariamente a quanto fa Del Prete, non vengono scaricati sulla collettività”.

Il giudice va oltre e spiega come: “Per comprendere la straordinaria gravità dell’illecita condotta di Leopoldo Del Prete e degli altri indagati si ponga mente ai gravissimi danni prodotti all’ambiente e alla salute pubblica attraverso la sommatoria di tutti i casi riscontrati dagli inquirenti e documentati in atti. Anche l’analisi a campioni, documenta una attività d’impresa in toto improntata a una gestione palesemente illecita e priva di scrupolo alcuno”.

Per quanto riguarda il coinvolgimento di intere famiglie provenienti dai campi rom dislocati tra Roma e Latina, il giudice definisce “emblematiche le immagini delle entrate al Centro Rottami in cui in alcune ore si hanno carovane di mezzi carichi di ogni sorta di rifiuto con vari equipaggi intenti a selezionare la merce o ripulirla”.

A seguito dell’attività di monitoraggio è stato evidenziato che “esiste una vera e propria filiera del rifiuto che va dalla raccolta, alla cernita, ripulitura, vendita e trasporto per poi conferirli al Centro Rottami dove frazionano le modalità di pagamento in contanti sotto i 3 mila euro con fatture e autofatture”.