Il grande peso mediatico e l’allarmismo generato dal cosiddetto Coronavirus, l’epidemia diffusasi in questi ultimi mesi partendo dalla Cina, sta influenzando inevitabilmente anche i mercati finanziari. Come ben insegna la storia, questo settore è più che mai collegato alla percezione mondiale della sicurezza e risente fortemente di crisi, guerre e fenomeni di instabilità politica. A pesare molto sui mercati in questo senso vi è anche il forzato e necessario isolamento del territorio cinese.

Di conseguenza una pandemia temibile e spaventosa come quella che si sta diffondendo non può certo lasciare indenni i mercati finanziari. Alla base di questo ingente danno al comparto finanziario vi è infatti il coinvolgimento della Cina in praticamente tutti i principali settori dell’economia mondiale. Se da una parte si attende una stabilizzazione degli effetti, al momento devastanti, del virus, dall’altra attualmente pesano moltissimo i dati relativi ai tassi di diffusione e mortalità.

L’incertezza domina sui mercati finanziari

In questo frangente i mercati finanziari appaiono fortemente incerti, in attesa di segnali in grado di offrire stabilità, che però al momento tardano ad arrivare. Questo quadro di volatilità e incertezza finanziaria spinge i risparmiatori a valutare nuove forme di investimento, come ad esempio il trading online. Il trading è un settore che desta particolare curiosità, con questo termine si intende la negoziazione di qualsiasi bene possa essere commerciabile. Per valutare la possibilità di muoversi in questo scenario è disponibile una guida che spiega il trading online di comefaretradingonline.com.

La pandemia in corso ha avuto effetti devastanti sulla vita di molte persone, pagando un prezzo altissimo e straziante in termini di perdite di vite umane. Sarebbe infatti utopico pensare che un fatto così grave non generi delle difficoltà anche nel comparto finanziario. Per il momento questo si è tradotto in una pressione al ribasso sul rendimento di obbligazioni e titoli di Stato, il deprezzamento di importanti valute e l‘instabilità percepita in borsa con alcuni giorni che si sono rivelati particolarmente complicati.

L’andamento deve sicuramente essere valutato nel lungo periodo, prestando attenzione a come oscilleranno i mercati in futuro e a come proseguirà la diffusione, speriamo in via di risoluzione, del Coronavirus.

Il possibile effetto domino

Al giorno d’oggi vi è un filo diretto che lega l’economia di ogni singolo Stato. Come ben possiamo immaginare non è ipotizzabile che un fattore destabilizzante di tale portata non influenzi i mercati finanziari del mondo intero. Infatti anche ammesso e non concesso che la diffusione venisse limitata al Paese asiatico, questo non potrebbe esimerci dal fare i conti con le ripercussioni che questo rallentamento genera nelle imprese di tutto il mondo.

Oggi infatti moltissime aziende producono utilizzando strumenti e componenti di provenienza cinese. I blocchi e i rallentamenti di tali merci stanno creando non poche difficoltà al settore economico e di conseguenza ai mercati finanziari. Questo andamento vizioso influenza sicuramente le politiche monetarie e quelle fiscali, andando a generare il cosiddetto effetto domino, secondo cui ogni passaggio destabilizzante tende a generarne un altro successivo.

A fare però da contrappeso vi è il precedente dell’epidemia di Sars, diffusasi nel 2003. Stando a quanto accaduto in quel frangente, vi è l’auspicata possibilità che l’economia cinese compia un significativo rimbalzo, con un’inversione di tendenza e un tasso di crescita più elevato del normale una volta terminata la crisi in corso.

Occorre però ricordare che la situazione e l’influenza della Cina sul mercato economico mondiale attuale è ben diversa da quella posseduta nel 2003. I prossimi due mesi saranno fondamentali, sotto stretta osservazione saranno l’outlook di crescita a lungo termine degli Stati Uniti e degli altri Paesi di grande influenza monetaria ed economica.