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Alla ricerca delle foto di famiglia, trova nel vecchio album un buono del tesoro del 1905 del valore di 20 lire. Il fatto è avvenuto a settembre 2018 e la protagonista è una signora di 102 anni. La donna è originaria della provincia di Latina ma ora residente a Massa. Insieme alla nipote ha deciso di rivolgersi allo studio dei dottori Marcello Fanini e Giovanni Rossetti. Grazie ai loro consulenti è emerso che quel titolo BOT oggi vale 20 mila euro.

Ma per riscuoterlo bisogna fare causa perché per lo Stato i termini sono scaduti. La signora, con il patrocinio delle Avvocatesse Valentina Biagioli ed Ilaria Napolitano del Foro di Roma, è ora in attesa del procedimento contro la Banca d’Italia e il Ministero dell’Economia e delle Finanze, presso il tribunale di Massa. La prima udienza è fissata al prossimo 23 luglio. 

Non è il solo caso. Tuttavia la giurisprudenza è divisa. Perché se apparentemente il buono scaduto non può essere riscosso, secondo i dottori Fanini e Rossetti le cose non stanno proprio così.

È infatti possibile ottenere il rimborso dei titoli “antichi”. “Sì, è possibile, per il titolare o per i suoi eredi, richiedere il rimborso, maggiorato degli interessi oltre alla rivalutazione monetaria, a condizione che non sia decorso il termine prescrizionale di 10 anni. Tale termine decorre non necessarimente dalla data di emissione del titolo ma da quando il soggetto titolare è in grado di far valere il proprio diritto. In particolare, anche se il titolo è stato emesso oltre 10 anni fa, ma il soggetto interessato lo ha “ritrovato” solo recentemente (ovvero negli ultimi 10 anni) può agire per il rimborso dello stesso e la prescrizione inizierà a decorrere dal momento del ritrovamento”, spiegano.

Ed è questo il caso della signora di 102 anni, che fino a settembre 2018 non sapeva dell’esistenza del Bot.

“I vecchi buoni fruttiferi postali avevano scadenza trentennale. Questo vuol dire che allo scadere dei 30 anni il titolare aveva 10 anni di tempo (tempo ordinario di prescrizione) per chiederne il pagamento. Naturalmente, questo discorso, in relazione alla decorrenza dei 10 anni per chiedere il rimborso è diverso se il soggetto erede del titolare o il titolare stesso non era a conoscenza dell’esistenza del titolo. In tal caso, come già detto, la prescrizione inizia a decorrere dal ritrovamento del titolo stesso. Un esempio vale a chiarire la questione: negli anni tra il 1940 ed il 1980 era tradizione da parte dei parenti sottoscrivere in favore di minori (in occasione di nascite, battesimi o altre ricorrenze) buoni postali in favore dei minori stessi i quali, naturalemente, non potevano essere a conoscenza di tali fatti. In molti casi, tali titoli sono stati ritrovati dopo decenni, fortuitamente ma anche se decorso il periodo di scadenza trenetennale può esserne richiesto il rimborso entro 10 anni dalla ‘scoperta’ del titolo stesso”.

Resta ora da vedere come la giurisprudenza deciderà nel caso della signora. Che a 102 anni potrebbe ritrovarsi un inaspettato tesoretto.