Il governatore della Liguria punta a diventare il fulcro di quel nuovo partito che dopo le europee dovrebbe sostituire la “decadente” Forza Italia.

Toti sa di non poter fare tutto da solo.

Quindi?

Intanto si confronta come avvenuto ad Albano con gli azzurri suscitando interesse tra quadri dirigenti, amministratori locali e regionali.

Poi?

Apre a possibili alleati e a pescare nel mondo delle liste civiche in cui oggi più che mai sono confluiti scontenti e insoddisfatti dei partiti classici.

“Forza Italia, Fratelli d’Italia, tutte le liste civiche che sono uscite dai partiti e hanno una loro forza autonoma, i movimenti, le associazioni, i singoli, senza bisogno di tessere, partecipino ad una assemblea costituente subito dopo le Europee, per arrivare – spiega Toti in un’intervista a Il Corriere della Sera – ad un confronto sulle idee e su regole che portino presto, già in autunno, a primarie o come vogliamo chiamarle che aprano una sfida democratica”.

Ma l’amo gettato a Fratelli d’Italia lascia Toti a bocca asciutta.

“Ho grande rispetto per Giovanni – risponde a distanza la Meloni – ma la politica di talent ne ha visti fin troppi e abbiamo visto i risultati…”.

Fratelli d’Italia, soprattutto nella provincia di Latina ma non solo, in questi mesi sta portando avanti una scalata alle adesioni che non è sfuggita a nessuno.

E’ oggi l’interlocutore privilegiato, a differenza della Lega chiusa su se stessa, per chi guarda alla nascita di un nuovo centrodestra.

Fratelli d’Italia rappresenta un modo di fare politica meno urlato, all’insegna del pragmatismo e dell’organizzazione.

Tutti fattori che potrebbero contribuire alla costruzione di un’alternativa al partito di Salvini.

E proprio su questi Toti punta.

“Serve un talent politico, una sfida che coinvolga tanti. Non so se in autunno o il prossimo anno, ma questa esperienza di governo finirà. Non può durare. Non facciamoci – dice Toti – trovare impreparati, diamo agli elettori il nuovo che chiedono”.

E aggiunge: “Sono amico di Salvini e con lui vorrei allearmi, ma restando competitivo e con una mia voce, non in posizione totalmente subalterna”.

Le elezioni europee rappresentano per tutti uno spartiacque.

Sia per chi, come molti in Forza Italia, sono ancora in bilico.

Sia per chi vuole consolidarsi per aumentare il proprio peso specifico sui tavoli delle trattative a cui i futuri attori del centrodestra intenderanno sedersi.

Una cosa è certa oggi nel panorama politico, a tutti i livelli, quello che manca davvero è un forte centro, capace di bilanciare gli estremismi e di catalizzare il consenso dei moderati.

La vera sfida dal 26 maggio è crearlo.

Con Forza Italia, con un nuovo soggetto non si sa.

Di sicuro al momento c’è solo il fatto che non basterà dare una rinfrescata alle pareti dell’esistente.