Arianna Mattioli è una di quelle giovani donne che fa bene alla nostra città. Nata nel 1983, originaria di Latina, ha una solida formazione teatrale, si è cimentata brillantemente in ruoli per il cinema e la televisione e, in questi giorni, presenta a teatro, come autrice, Ti porto con me.
Fino al 26 febbraio, l’opera di Arianna Mattioli, che ha dato il via a Eliseo Off, rassegna rivolta al teatro d’autore contemporaneo, è in programmazione nel foyer di II° balconata dell’Eliseo, storico teatro di Roma, con spettacoli il venerdì e il sabato alle 22.30 e il lunedì e la domenica alle 20.
Ti porto con me racconta la giornata difficile e sempre uguale di due mamme assassine che dividono una grigia stanza dell’Ospedale psichiatrico giudiziario di Castiglione delle Stiviere a Mantova, uno di quei centri specializzati per chi non è in grado di intendere e di volere.
Dirette da Lorenzo Lavia, Lucia Lavia e Giulia Galiani, rispettivamente Maria e Anna, cercano di fuggire da un ricordo diventato ossessivo perché troppo atroce e violento per essere dimenticato.
Un atto unico di 1 ora e mezza che scandaglia la banalità del male, la sostituzione dell’io, il tema del doppio e affronta un argomento divenuto urgentemente attuale. Madri che gettano i propri figli dal balcone, madri che li dimenticano sotto il sole in macchina. Donne che subito dopo non ricordano più nulla o che urlano straziate dal dolore in un fuggevole barlume di lucidità.
Maria e Anna pensano, parlano, litigano, soffrono e cercano conforto l’una nell’altra mentre un’anima nera, che ha le sembianze di una donna, le sorveglia con sguardo vigile e attento. Come nello schema classico della tragedia, la donna impersonata da Giovanna Guida, torinese con una lunga gavetta alle spalle, rappresenta il coro. Un coro contemporaneo, che, al contrario di quanto accade nelle tragedie classiche, sospende il giudizio, perché queste donne non hanno coscienza di sé e di ciò che hanno fatto. L’impressione finale sarà quella di cogliere il dramma da un punto di vista molto intimo e privilegiato.
La scrittura di Arianna Mattioli è stata definita astrusa ma geniale, sicuramente è una buona occasione per apprezzare e conoscere il lavoro di questa autrice di Latina, che, con la sua versalità e capacità di sperimentare, ha deciso di affrontare un tema che è un vero e proprio pugno nello stomaco.
Qui tutte le info e la possibilità di acquistare il biglietto al costo di 7 euro





