sabato 2 Luglio 2022

Test rapidi equiparati ai molecolari, saranno utilizzati nei conteggi dei casi

I test antigenici rapidi di nuova generazione saranno equiparati ai molecolari e saranno utilizzati per il conteggio dei casi. Il ministero della Salute ha dato un parziale via libera dopo varie richieste da parte delle Regioni.

I tamponi molecolari sono comunque sempre considerati migliori e soltanto i test antigenici di ultima generazione si possono avvicinare a quel livello di affidabilità.

In molti casi servirà quindi comunque un altro test di conferma se il risultato del primo test è negativo.

Qualora sia necessario adottare con estrema rapidità misure di sanità pubblica, può essere considerato l’uso dei test antigenici rapidi in individui con sintomi compatibili con Covid-19 nei seguenti contesti: situazioni ad alta prevalenza, per testare i casi possibili/probabili; focolai confermati tramite RT-PCR, per testare i contatti sintomatici, facilitare l’individuazione precoce di ulteriori casi nell’ambito del tracciamento dei contatti e dell’indagine sui focolai; comunità chiuse (carceri, centri di accoglienza, etc.) ed ambienti di lavoro per testare le persone sintomatiche quando sia già stato confermato un caso.

Questo si legge nella circolare che spiega anche che il test antigenico rapido (preferibilmente test antigenici a lettura fluorescente o ancor meglio test basati su immunofluorescenza con lettura in microfluidica), va eseguito entro 5 giorni dall’insorgenza dei sintomi. In caso di eventuale risultato negativo il test deve essere ripetuto con metodica RT-PCR o con un secondo test antigenico rapido a distanza di 2-4 giorni. Restano tuttavia valide le misure previste per la durata ed il termine dell’isolamento e della quarantena.

L’uso di test antigenici rapidi può essere raccomandato inoltre per testare le persone, indipendentemente dai sintomi, quando si attende una percentuale di positività elevata per esempio che approssimi o superi il 10%: nelle attività di contact tracing, per testare contatti asintomatici con esposizione ad alto rischio; nelle attività di screening di comunità per motivi di sanità pubblica (es. ambito scolastico, luoghi di lavoro, ecc).

In tale situazione, il rischio di non rilevare tutti i casi o di risultati falsi negativi è bilanciato dalla tempestività dei risultati e dalla possibilità di effettuare test periodici; in contesti sanitari e socioassistenziali/sociosanitari quali comunità chiuse o semichiuse (ad es. carceri, centri di accoglienza per migranti), in aree con elevata trasmissione comunitaria per lo screening periodico dei residenti/operatori/visitatori; riguardo rsa, lungodegenze e altre luoghi di assistenza sanitaria, l’impiego dei test antigenici rapidi possibilmente di ultima generazione deve essere limitato alle situazioni in cui la capacità di RT-PCR è limitata o qualora sia necessario adottare con estrema rapidità misure di sanità pubblica.

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