Pontinia
Il Comune di Pontinia

Una tassa che i residenti di Pontinia dovranno pagare al comune di Priverno. Perché? Perché  nel 1935 alla nascita di Pontinia, con un regio decreto, fu sottratto terreno al comune di Priverno che ora reclama una sorta di tassa di concessione. Sembra incredibile ma sta accadendo davvero.

In questi giorni i residenti di località Campo Ioso, parliamo di circa 3-400 nuclei familiari si stanno vedendo recapitare l’avviso di pagamento del canone enfiteutico. Per chi non ha mai sentito questa parola, nulla di preoccupante, era un canone che si pagava nel Medioevo, nell’epoca feudale da parte di coloro che ricevevano in concessione terreni da parte di abbazie e monasteri, che spesso non riuscivano a gestire la totalità delle loro proprietà e preferivano darle ad altri.

Ma qui non siamo nel Medioevo, bensì nel 2018, il comune di Priverno non è la Chiesa, né i residenti di Pontinia sono signori titolari di concessioni.

Eppure, gli accertamenti parlano chiaro e dicono che i residenti di Pontinia devono pagare la tassa al Comune di Priverno, in base a un decreto del 1955 che non è neppure una legge. Il canone ammonta a 0,008 euro al metro quadro. Sembra nulla, ma moltiplicato per persone che posseggono ettari di terreno, e per cinque annualità (dal 2013 al 2017), tante ne sta mandando a chiedere il Comune di Priverno, la cifra lievita e diventa proibitiva.

Ad esempio, il titolare di un terreno di poco meno di due ettari paga tra gli 850 e i 900 euro. E deve farlo entro 30 giorni o si procederà con la riscossione coatta.

E se per caso la stessa identica persona volesse estinguere il canone enfiteutico in un’unica soluzione, pari a 15 anni tutti in un unica rata, può benissimo pagare 2.500 euro circa.

Qualcuno ha già pagato, altri stanno ancora cercando di capire che razza di tassa è questa e se non bastavano già quelle del comune di residenza.

In loro sostegno sono intervenuti i consiglieri del Girasole per Pontinia Paolo Torelli e Daniela Lauretti che hanno presentato un’apposita interrogazione.

I due esponenti chiedono al sindaco Carlo Medici se intende interfacciarsi con il comune di Priverno per sospendere questa procedura e trovare una soluzione amichevole, e in caso contrario di sostenere una “class action”.

Insomma, Priverno forse in difficoltà economica raschia il barile e ha trovato come evitare di tassare i propri cittadini: tornando al Medioevo e reclamando una tassa di concessione alla vicina Pontinia “rea” di averla ristretta.