E’ arrivato anche Matteo Salvini a Terracina, ci sarebbe stato poi uno scambio chiarificatore con Giorgia Meloni e nel mezzo l’incontro con il leader di Forza Italia, Claudio Fazzone.

Ma allo stato dell’arte il centrodestra resta al momento lontano dal trovare una quadra.

A rincarare la dose sull’esigenza di trovare rapidamente nuove ragioni per stare insieme è ancora l’ex coordinatore cittadino di Fratelli d’Italia, Luca Caringi.

“Le insistenti voci sulla disponibilità della Lega di sostenere la candidatura di Roberta Tintari, ricompattando il centrodestra e impedendo alla sinistra di entrare dalla finestra al governo della città (perché da oltre un ventennio trova chiusa la porta principale!), dà ragione a quanti, me per primo, hanno sostenuto e sostengono che l’unità delle forze di centrodestra è un valore imprescindibile per poter costruire una coalizione omogenea nei valori di riferimento e coesa nelle linee programmatiche”.

Occorre a questo punto che Fratelli d’Italia decida come muoversi considerato che i possibili alleati hanno fatto tutto quello che potevano in tal senso.

“Nicola Procaccini, si assuma la responsabilità di decidere se portare sull’altare sacrificale una coalizione “multicolore”, sostanzialmente diversa rispetto a quella che si è affermata nel 2016, oppure ascoltare la forte richiesta di unità che, ancora prima che dai vertici dei partiti di centrodestra, proviene dal nostro elettorato. Un elettorato che con sgomento continua ad assistere ad una sorta di ingiustificata intransigenza di FdI verso un progetto unitario”.

In fondo, questa è la linea assunta a livello nazionale dove le forze di centrodestra trovato l’intesa per l’individuazione delle candidature alle prossime elezioni regionali.

“Mi premeIn fondo, questa è la linea assunta a livello nazionale dove le forze di centrodestra trovato l’intesa per l’individuazione delle candidature alle prossime elezioni regionali. inoltre sottolineare che le azioni da me intraprese negli ultimi 20 giorni derivano “esclusivamente” dal forte senso di smarrimento e di disagio, che in questi mesi ho raccolto confrontandomi e ascoltando il nostro elettorato. Smarrimento frutto dell’oggettivo snaturamento dell’alleanza che era uscita vincente dalle elezioni del 2016 e che secondo alcuni addirittura “si arricchiva di elementi provenienti dalla sinistra”. Difatti, non è questo il perimetro dell’alleanza che avevamo costruito nel 2016 e non può essere questo il perimetro dell’alleanza con il quale le forze di centrodestra si contrappongono a livello nazionale, ad un governo di chiara estrazione di sinistra”.

L’auspicio è che il matrimonio nel centrodestra veda finalmente la luce.

“E che il senso di appartenenza ad una comunità di uomini e donne che a gran voce invocano unità e coerenza non rimanga frustrato da scelte che oggi appaiono – conclude Caringi – con tutta evidenza favorire un “altro indefinito progetto”, diverso da quello che mettemmo in campo nel 2016, vista l’assenza di Noi con Salvini e la lista Sciscione”.