Alla fine la riunione dei partiti che avrebbero dovuto e potuto riunirsi riportando all’attenzione dei cittadini di Terracina programmi e volti in nome e conto del centrodestra unito c’è stata.

E’ arrivata dopo settimane di appelli all’unità, al centrodestra quale bene supremo e prezioso.

Si è svolta dopo qualche addio, come quello dell’ormai ex assessore e portavoce comunale di Fratelli d’Italia, Luca Caringi.

Ha visto la luce dopo uno scontro, a distanza tra il deputato europeo ed ex sindaco di Terracina, in quota al partito della Meloni, Nicola Procaccini, e il leader di Forza Italia nel Lazio, Claudio Fazzone.

Un botta e risposta che si è mosso partendo proprio dall’apertura di Fazzone rispetto ad un incontro per verificare se ci fossero i presupposti di un dialogo verso l’unità nel centrodestra aveva puntualizzato l’esigenza di lasciare ai margini pezzi di quello che fu il Pd e di centrosinistra.

Proposta a cui Procaccini aveva risposto sottolineando come l’auspicata unità dovesse prendere lezione dal passato recente in cui “Proprio grazie ai senatori Fazzone  e Moscardelli, abbiamo visto in questi anni in provincia di Latina quanto sia innaturale e improduttiva l’alleanza con Pd e 5 Stelle”.

Fatto sta che i presupposti di un sereno dialogo erano già in quelle ore naufragati. Tanto è che nell’incontro, alla presenza di Nicola Procaccini, Nicola Calandrini, Enrico Tiero, Claudio Durigon, Francesco Zicchieri, Augusto Basile e Fulvio Carocci, l’unica cosa che si è consumata è stato lo strappo definitivo.

Il tutto anche a causa di quella corrispondenza di amorosi sensi politici che non sarebbe scattata tra il candidato sindaco di Fratelli d’Italia, Roberta Tintari e gli azzurri.

Di fronte all’ennesimo muro anche la Lega, che con Durigon e Zicchieri aveva più volte aperto al dialogo, con coerenza ha mantenuto la posizione rigettando, come Forza Italia, qualsiasi ipotesi di accordo con una coalizione che porta in sè diverse anime del centrosinistra che fu.

Trovare un accordo nel centrodestra sarebbe stato auspicabile ma, considerata la tensione esistente, non utile considerato che dopo il risultato delle urne bisogna governare.

Da oggi almeno si è compreso, con chiarezza, che per ora la grande coalizione tra Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia non s’ha da fare a Terracina e neanche a Fondi.

Resta da capire solo chi sarà il candidato prescelto da sottoporre all’attenzione dei cittadini alle amministrative quale alternativa alla continuità Procaccini – Tintari.

E, ovviamente, quanto gli stracci volati in queste settimane si ripercuoteranno sul tavolo delle trattative alle elezioni del 2021 anche, e non solo, a Latina città.