di Redazione – Acque agitate nel Comune di Terracina. L’oggetto del contendere è il Palazzo della Bonificazione Pontina, o meglio i (presunti?) lavori per il suo restauro. A sollevare la questione è il Movimento 5 Stelle, che accusa l’assessore alla Cultura Emilio Peroni di limitarsi a fare propaganda a beneficio di giornalisti e telecamere, invece di dedicarsi con maggiore serietà al ruolo istituzionale che gli compete.
Il riferimento è al 18 febbraio, quando l’amministrazione comunale ha aperto al pubblico (dopo decenni di limitazioni) le porte dello storico edificio, permettendo in tal modo ai cittadini di “sbirciare” quanto si stesse facendo per il ripristino dell’antico splendore del Palazzo. Non un’inaugurazione, dunque, ma quantomeno la possibilità per i terracinesi di ammirare lo “stato dell’arte” nell’avanzamento del restauro.
L’accusa del Movimento 5 Stelle è che l’evento sia stato solo una specie di “specchietto per le allodole”, allo scopo di attirare l’attenzione dell’opinione pubblica sulle poche (pochissime) cose fatte e distoglierla, invece, dalle ombre e dai dubbi che (a loro avviso) circondano la vicenda dei lavori.
I “grillini” fanno notare, ad esempio, come la Regione Lazio non sia stata minimamente informata né coinvolta dall’amministrazione del comune in merito a vari aspetti del progetto, nonostante gli accordi presi al momento dello stanziamento dei fondi (elargiti, ricordano i 5 Stelle, dalla Regione). “E se la Regione viene tenuta all’oscuro di ogni attività lecita o illecita che si stia svolgendo, si potrebbe immaginare – continua il Movimento – che l’amministrazione stia facendo altrettanto con le soprintendenze ai beni storici, artistici e archivistici, cosa altrettanto grave per il buon esito dell’intera vicenda”.





