controlli polizia

Società intestate a terze persone, risultate essere solo prestanome, natanti, veicoli, conti correnti bancari, orologi Rolex e gioielli.

Ma anche un terreno di 3000 mq sul quale era stata installata una piscina ed una stalla con dei cavalli, mentre era già in fase di costruzione un immobile.

Questo il patrimonio sottoposto alla confisca definitiva e riconducibile a Matteo Lombardi, di Terracina, deceduto all’inizio del dicembre 2018, già sottoposto a sequestro anticipato dei beni lo scorso mese di ottobre, beni che ora sono stati definitivamente acquisiti al patrimonio dello Stato.

La richiesta di applicazione delle misure di prevenzione patrimoniale, che ha interessato beni mobili riconducibili a Lombardi per un ingente valore commerciale, ai quali vanno aggiunte società e attività commerciali, è stata avanzata dal procuratore aggiunto della Procura della Repubblica di Latina Lasperanza, all’esito delle indagini che il magistrato ha diretto personalmente, coordinando la squadra di polizia giudiziaria di Terracina ed il Nucleo mobile della Guardia di finanza.

I due uffici investigativi, che sul sorvegliato speciale avevano raccolto elementi investigativi convergenti, erano stati delegati dalla Procura di Latina ad eseguire congiuntamente la complessa attività d’indagine che verteva su un grosso traffico di sostanze stupefacenti ed il relativo reimpiego degli utili in lecite attività ed acquisto di beni, il tutto – secondo gli inquirenti – con la complicità di prestanome al vertice di società preposte al reimpiego degli illeciti profitti.

Le indagini, eseguite sia con metodo tradizionale che con attività tecniche, hanno messo in luce la gestione di una fiorente piazza di spaccio, egemone sul territorio di Terracina, che si avvaleva di vari punti di vendita, presenziati da vedette con compiti di segnalare l’arrivo della polizia, nonché di alcune sale da gioco dove, oltre alla vendita di sostanze stupefacenti, avveniva agevolmente il reimpiego di parte degli illeciti profitti.

Durante una perquisizione nell’appartamento di Lombardi, fino a quel momento ritenuto un fortino inespugnabile, per la presenza di impianti di videosorveglianza e la complicità delle vedette che avevano reso sempre infruttuoso ogni tentativo di eseguire perquisizioni impreviste, è stato trovato il nascondiglio in cui erano custoditi elementi schiaccianti a suo carico.

All’interno di un’intercapedine è stata rinvenuta la contabilità dello spaccio, documentazione falsa valida per l’espatrio, denaro in contante, monili in oro ed altri preziosi.

Tra il materiale anche la chiave di una cassetta di sicurezza, che le indagini consentivano di individuare all’interno di un istituto di credito, intestata a una terza persona, in cui erano tenuti al sicuro gioielli ed altri preziosi nonché materiale documentale che, a conferma delle indagini fin a quel momento parallelamente svolte dalla Guardia di Finanza, riconduceva la gestione di società ed attività commerciali, fittiziamente intestate a prestanomi, proprio in capo a Lombardi.

Trovati anche telefoni satellitari, apparecchiature tecnologiche in grado di eludere le intercettazioni ed indumenti in uso alle forze dell’ordine.

Tutti questi elementi hanno permesso al procuratore aggiunto di emettere un Decreto di sequestro preventivo che ha di fatto minato la solidità dei traffici dell’uomo, che a questo punto, ha chiesto ed ottenuto il trasferimento della Sorveglianza Speciale presso una comunità terapeutica del Nord Italia dove, appena arrivato, è inaspettatamente deceduto.

Le indagini sono comunque proseguite, consentendo di strappare dal patrimonio della criminalità i beni illecitamente acquisiti che erano in parte ancora nella disponibilità di soggetti già noti alle forze dell’ordine.