Non vi pagheremo mai”. Questo si sarebbero sentite dire le commesse dei negozi gestiti dalla Aventador, dove hanno lavorato a Terracina, fino a quando, da un giorno all’altro è stato detto loro di non andare più. La loro protesta è iniziata una settimana fa ed è continuata anche nei giorni delle festività pasquali.

Insieme alla Uiltucs Latina nelle giornate di sabato e domenica di Pasqua le lavoratrici, videosorvegliate, sottopagate in ultimo senza stipendio, hanno dovuto assistere alle affermazioni del titolare che avrebbe detto loro di non recarsi più sul posto di lavoro, invitandole a procedere con certificazione di malattia. Se avessero continuato a lavorare presso il punto vendita di Terracina non sarebbero state pagate: “Siamo in liquidazione – avrebbe spiegato – se lavorate le vostre ore non saranno pagate. Vi conviene mettervi in malattia”.

La Uiltucs denuncia che le dipendenti non avrebbero “percepito lo stipendio solo perché hanno denunciato i fatti accertati dall’Ispettorato di Latina. Tutti gli altri lavoratori sono stati retribuiti, le lavoratrici ‘cattive’ non devono invece essere retribuite, e a suo dire non verranno mai pagate perché la cooperativa è in scioglimento, per gli imprenditori che oltretutto gestiscono 14 punti vendita”.

“Queste affermazioni sono gravi e drammatiche – ha detto Gianfranco Cartisano della Uiltucs Latina – il livello di questi imprenditori è diventato un attacco a queste lavoratrici e al sistema. Come categoria abbiamo capito da giorni che la società ha un piano ben preciso e studiato da tempo. La gestione dello scioglimento di una azienda però è un procedimento che non può lasciare lavoratori su strada senza salario e fornitori ed imprese in difficoltà. Abbiamo già assistito ad un caso simile: ricordiamo la società che gestiva in franchising un noto marchio di Discount, lavoratori e fornitori con altissime somme ancora oggi da percepire, la società che chiude nel 2017, nel contempo ha trasferito più volte la sede in vari indirizzi in Italia, cambiando spesso il rappresentante dell’impresa, in questo caso specifico affidando l’impresa inattiva ad un signore di circa 97 anni. Il tutto a nostro avviso per eludere e non pagare i tanti dipendenti e fornitori ancora oggi appesi ad un gestore ultra novantenne di una società inattiva”.

“In questi giorni abbiamo investito gli organi competenti affinché venga avviata una procedura di controllo e sorveglianza finalizzata ad accertare e controllare che la dismissione non abbia come fine la mancata corresponsione delle ingenti somme di salario  e differenze retributive e contributive, gia’ accertate dall’Ispettorato di Latina”.