E’ stato uno degli scossoni meno attesi sullo scenario politico di Terracina.

E’ quello rappresentato dalla decisione di Luca Caringi di dimettersi prima da coordinatore cittadino di Fratelli d’Italia e poi da assessore ai lavori pubblici del Comune.

Da lì una serie di supposizioni, mai confermate dai diretti interessati, tra cui quella che avrebbe visto proprio in Caringi l’uomo ideale per correre alle amministrative di autunno quale candidato sindaco sotto l’egida della Lega.

Oggi a far chiarezza una volte per tutte è proprio Caringi che si rivolge ai cittadini sottolineando come dalle sue decisioni e dai suoi interventi siano scaturite una valanga di polemiche.

“Vorrei definitivamente chiarire che io ancora sono iscritto in Fratelli d’Italia e, a conferma di ciò, più di qualcuno ha sottolineato che nemmeno una settimana fa ho rinnovato la tessera d’iscrizione al partito. L’aver, invece, restituito la delega di Coordinatore cittadino e poi quella di assessore ha ben altro significato rispetto a quello che si vuole far apparire. Ebbene sì, in entrambi i casi, ho fatto un passo indietro da ruoli che mi è stato concesso di ricoprire in questi anni dal partito locale di Fratelli d’Italia”.

Passaggio quest’ultimo non irrisorio e che porta Caringi a sottolineare che quella antitesi non riguarda le scelte politiche di Fratelli d’Italia a livello nazionale.

Meloni, Salvini, Berlusconi e Toti hanno sancito un’alleanza del centrodestra che a Terracina è stata completamente ignorata. Ho cercato con diplomazia il 13 ottobre 2019 nell’ambito di una assemblea organizzata con i coordinatori cittadini della Lega e Forza Italia di porre le basi per la riunificazione, tentativo che però non ha sortito effetti nemmeno a livello di dialogo tra le parti. Non riuscendo a far ascoltare il mio pensiero (non perché dovesse essere condiviso ma perché potesse almeno essere discusso in seno al partito a Terracina!), ho deciso di rimettere la delega di Coordinatore cittadino lasciando spazio a chi il partito lo “gestisce” senza avere alcun confronto e dialogo costruttivo o fa finta di averlo”.

La posizione di Caringi non cambia quindi, nonostante gli attacchi subiti dopo aver espresso la sua opinione in merito alla perdita di alcuni finanziamenti, e guarda ad un centrodestra compatto ed unitario alle prossime amministrative.

“Il mio obiettivo è ricostruire a Terracina il centrodestra unito come il partito nazionale sta facendo su tutto il territorio italiano. Se la coerenza paga non posso che essere coerente con me stesso, ma soprattutto con gli elettori che ci hanno sostenuto e non posso non denunciare il pastrocchio che si sta facendo aggregando attorno al candidato sindaco Tintari, a cui va tutta la mia stima personale, tutto e il contrario di tutto, pur di continuare a governare a prescindere dagli ideali politici. Vedremo se sotto mentite spoglie si imbarcheranno anche i 5 stelle oltre al Pd (ex)!”.

Ogni riferimento alla gestione di Fratelli d’Italia da parte di Nicola Procaccini è puramente voluta.

“Non si può “gestire” Terracina come un comune di 3000 anime perdendo il senso della politica nazionale. Io, nel mio piccolo, mi sono messo in gioco – conclude – per senso di responsabilità, e non per ipotetiche sirene di cui qualcuno parla, e chiedo a tutto il centrodestra, FdI, Lega, Forza Italia e Cambiamo, di riunirsi attorno ad un tavolo per scegliere una personalità di alto profilo, proveniente dalla società civile, da poter candidare a Terracina come sindaco unitario”.