venerdì 12 Luglio 2024
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Terracina, alta tensione tra Lega e Fratelli d’Italia. Accordo lontano, tira e molla sul futuro sindaco

Rischiano di andare bruciati, sull’altare delle aspirazioni, gli auspici di una coalizione di centrodestra compatta a Terracina.

Tra qualche mese i cittadini saranno chiamati ad eleggere il nuovo sindaco e il consiglio comunale.

Quella che doveva essere una strada in discesa si è rivelata una salita ripida in particolar modo per Lega e Fratelli d’Italia.

Il partito della Meloni, con l’attuale deputato europeo, Nicola Procaccini, è restato saldamente alla guida della città nell’ultima consiliatura.

Per Fratelli d’Italia la parola d’ordine è continuità non solo nell’azione amministrativa ma, soprattutto, nella compagine di governo.

Gli ultimi cinque anni hanno visto un rapido rimescolamento delle carte in tavola che hanno portato diversi esponenti, in gran parte provenienti dalle fila di Forza Italia, a rimpinguare la squadra della Lega.

Il tutto con diverse composizioni e ricomposizioni del quadro politico mutato diverse volte sotto la spinta del dissenso proprio tra il Carroccio e Fratelli d’Italia.

Oggi, infatti, proprio la Lega non sembra essere in alcun modo intenzionata a giocare una partita al ribasso.

Il coordinatore regionale Francesco Zicchieri ha rappresentato per l’era Procaccini una spina nel fianco supportata dai malumori del presidente del consiglio comunale Sciscione.

Il partito è cresciuto sul territorio e gode di uno stato di ottima salute legata, anche e non solo, all’effetto Salvini che si mantiene saldo alla guida dei consensi in tutti i sondaggi.

Non tentare la carta di una candidatura a sindaco sotto l’egida della Lega per molti sarebbe una resa inaccettabile.

Fratelli d’Italia dal canto suo non intenderebbe lasciare il passo.

Risultato, tutto ancora in alto mare con Forza Italia che, complice l’esigenza di chiudere a suo favore sul Comune di Fondi, resta a guardare.

Alla fine la vicenda potrebbe chiudersi con un intervento, come di consueto, dei vertici nazionali dei singoli partiti.

Resta solo da capire se il classico “state boni se potete” pre elettorale avrà la meglio sulle esigenze e le legittime aspirazioni del territorio.

Intanto le riunioni si susseguono nel sottobosco in cerca di una quadra tutt’altro che vicina.

 

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