Domenico Vulcano
Domenico Vulcano

“Terra deve dimettersi”, lo dice quello che fu il suo sfidante al ballottaggio per il Comune di Aprilia. Domenico Vulcano la notte del 24 giugno uscì sconfitto. Ma all’epoca della campagna elettorale però ha più volte chiesto al suo sfidante, sindaco di Aprilia in carica, cosa avesse fatto se fosse stato rinviato a giudizio per una vicenda legata a dei rimborsi “facili” e in cui il sindaco era indagato.

Ieri è arrivato il rinvio a giudizio. Oggi Domenico Vulcano è categorico: “Deve dimettersi per il bene di Aprilia, deve avere testa libera dagli incarichi e pensare ai suoi problemi giudiziari, per seguire meglio questa vicenda”.

“Fa un passo indietro e poi eventualmente si ripropone”, suggerisce l’esponente di minoranza del Comune di Aprilia.

Il problema è etico e morale: lui non è libero ora di poter pensare al bene della città, anche se si dice tranquillo”, aggiunge.

E se anche quel 24 giugno il risultato fosse stato diverso, la conclusione non cambia: “Anche se fossi stato io sindaco gli avrei chiesto dimissioni da consigliere. Io sono uomo di Stato, la magistratura va rispettata e deve operare i maniera serena”. Insomma, questioni di opportunità, oltre che di etica e di morale.

Che poi la vicenda Terra è solo l’ultima a sconvolgere l’amministrazione di Aprilia. L’altra recente riguarda l’assessore Francesca Barbaliscia, che da membro della giunta nella precedente amministrazione ha deliberato un concorso a cui lei stessa poi ha partecipato.

“Non c’è morale”, aggiunge commentando la vicenda dove annuncia un accesso agli atti per valutare anche la necessità di coinvolgere organi diversi, inquirenti, si intende.

Sui casi di Terra e Barbaliscia, Vulcano intende chiedere un consiglio comunale, opportunità di cui discuterà con la minoranza. Perché, dice: “Tutto questo non può passare come una cosa semplice, non si può sdrammatizzare e fare finta di nulla. Non funziona così!