Terra e Villa, la muta della leadership

Paola Villa

Antonio Terra e Paola Villa, il centrodestra al palo. Aprilia e Formia riaprono giochi che parevano essere chiusi. La Lega non riesce a trascinare Domenico Vulcano e Pasquale Cardillo Cupo. Il tutto davanti ad un elettorato distratto, quasi il 15% di votanti in meno rispetto al primo turno (i votanti al 44% ad Aprilia, vicini al 55% a Formia).

Cosa indica questo voto? Contano i candidati radicati, primo punto. Esiste uno spazio riformista che interpretano i civici che nella versione di Terra e Villa hanno “carattere” di sinistra, naturalmente con sfumature diverse: riformista socialista Terra, più integralista la Villa che, un poco, eccede nell’uso del termine cambiamento: nulla si distrugge, nulla si crea tutto si trasforma. I 5 stelle erano fuori da questa partita, ma nel combinato disposto di due settimane fa, qui in provincia di Latina non sono proprio in partita: sono come l’Italia ai mondiali di Russia, non presenti.

Il centrodestra ha un evidente problema di classe dirigente, i risultati di Vulcano e di Cardillo Cupo arrivano in città moderate, quindi l’offerta politica non ha intercettato la domanda dei moderati. Il centrosinistra deve dialogare con i nuovi soggetti politici, deve osare la contaminazione reciproca. Con Terra e Villa forse un dialogo politico è possibile, a fronte dell’autoreferenzialità del civismo versione Damiano Coletta.

Terra è alla riconferma, è in continuità con D’Alessio, si pone ora come leader provinciale.

Fin qui la politica, da domani la prassi di amministrare.

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Direttore di LatinaQuotidiano. Giornalista professionista, laureato in scienze politiche, è stato direttore de Il Territorio, Tele Etere, Economia Pontina, caposervizio presso Latina Oggi e autore di numerose pubblicazioni.