E’ terminata l’opera di riqualificazione dell’antico sito archeologico denominato Archi di San Lidano che si trova a Sezze, esattamente all’incrocio tra via degli archi di San Lidano e via Murillo.

L’importante opera di riqualificazione è stata possibile grazie ad un contributo di 150mila euro a totale carico della Sovrintendenza ai beni culturali e archeologici.

I lavori erano iniziati lo scorso 9 giugno. Il finanziamento è stato ottenuto dopo un attento sopralluogo effettuato  dai tecnici del Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo, alla presenza del Dott. Francesco Di Mario, delegato della Soprintendenza Archeologica, belle arti e paesaggio per le province di Frosinone, Latina e Rieti.

Gli Archi di San Lidano, realizzati con grandi blocchi di pietra calcarea locale, sono parte di un ponte di epoca repubblicana, probabilmente risalente al II secolo a.C. Un ponte che serviva per l’attraversamento di un fiume, totalmente prosciugato dopo la bonifica di inizio secolo scorso.

Il ponte, originariamente, si componeva di tre “arcate a tutto sesto” una delle quali, quella più alta, è pressoché integra, una è andata distrutta mentre dell’altra sono visibili solo dei resti, frutto del restauro eseguito nel 1983.

La strada per cui era stato costruito il ponte si staccava dall’antica Appia, passava sotto SETIA (antica Sezze) proseguendo quindi per Privernum da cui si poteva raggiungere la Via Latina (nella Valle del Sacco) ovvero anche Terracina.

Il nome degli archi deriva dal monaco Lidano D’Antena, poi divenuto Santo, che aveva riutilizzato l’antico ponte romano nella sua opera di bonifica della palude, condotta nell’XI secolo in concomitanza con la fondazione del vicino monastero di Santa Cecilia, ora scomparso.

I lavori hanno permesso il consolidamento e la ricostruzione degli archi, scavi archeologici, realizzazione di una staccionata di delimitazione e diserbo dell’area per un valore, come detto, di centocinquanta mila euro.