L'auto del turista speronata e finita nel canale

È fissato per mercoledì 20 marzo il processo per l’uomo che il 25 agosto 2018 ha tentato di uccidere la compagna salvata poi da un pescatore, a Terracina. I due sarebbero stati anche speronati dall’imputato ed erano finiti nel canale rischiando di annegare.

Michelangelo Porretta, difeso dall’avvocato Giuseppe Pesce, ha scelto il rito abbreviato, che prevede la riduzione di un terzo di una eventuale condanna e che basa il giudizio sulle risultanze delle indagini. L’uomo ha chiesto di essere sentito dal giudice dell’udienza preliminare, Pierpaolo Bortone, prima della sentenza.

La donna, madre di una bambina piccola, aveva denunciato il compagno perché dopo averla sequestrata, avrebbe tentato di strangolarla. La 29enne si era salvata grazie all’intervento di un pescatore che era fermo nella zona isolata dove il marito l’aveva condotta. In un momento di distrazione dell’uomo era riuscita a divincolarsi e a salire nell’auto dello sportivo. Il 56enne aveva messo in moto ed era partito, ma Porretta li aveva inseguiti. Fino a quando le due auto si erano toccate e quella del pescatore (che riporterà diverse ferite finendo in ospedale), era finita nel canale.

Soltanto l’intervento della polizia aveva evitato il peggio. L’imputato non si sarebbe rassegnato alla separazione decisa dalla ragazza dopo la nascita della bambina. Lui l’avrebbe picchiata più volte e lei esasperata, da Milano, dove vivevano, era tornata dalla madre a Gaeta.

L’avvocato sta preparando la difesa, punterà a far cadere l’accusa della premeditazione e anche l’intenzione di voler uccidere la ex compagna e l’uomo che l’ha salvata. Deve rispondere di duplice tentato omicidio, aggravato dalla premeditazione, e anche di sequestro di persona. La sentenza è prevista per il 20 marzo.