Partiamo dai dati perchè almeno quelli dovrebbero essere esenti da eccessive interpretazioni nonostante nascondano qualche incertezza.

In tre giorni, in provincia di Latina, i casi di persone risultate positive al Covid 19 sono aumentate.

Quasi sessanta i contagi accertati e il monito della Asl, si dell’Azienda sanitaria locale, dell’azienda che si occupa di gestire la sanità sul territorio, quindi non dell’Almanacco di Topolino, sul fatto che i cittadini avessero abbassato l’attenzione.

Sono numeri che non comprendono i positivi asintomatici e i traghettatori inconsapevoli del virus ma che evidenziano come qualcosa continui a sfuggire a buona parte dei cittadini di questa provincia.

Gli  stessi cittadini che ogni volta che un giornalista riporta una notizia, verificata al millimetro e derivante da fonti ufficiali, si scagliano contro numeri che non piacciono perchè spaventano.

Eh sì perchè fa paura leggere che sedici persone hanno perso la vita a causa di questo maledetto virus, fa paura sapere che il numero di medici esposti e risultati positivi aumenta ogni minuto.

Ma fa più paura prenderne coscienza e consapevolezza. Non si spiega, altrimenti, la ragione per cui al primo, irrisorio calo di contagi giovedì scorso, i cittadini si siano, non tutti per fortuna, “calati le braghe”.

Le maglie si sono allentate perchè c’è voglia di normalità, di uscire, di respirare senza aver paura che chi ci è accanto sia portatore di questa, o di una nuova, infezione.

E non si è ancora compreso ch quella normalità arriverà tra molti mesi e sarà diversa, molto diversa, da quella che abbiamo sempre conosciuto.

Non si è ancora compreso che ogni “trasgressione”, anche minima, delle misure in atto per prevenire il contagio offre nuove gambe al virus per tornare a correre veloce.

Non si è ancora compreso che ogni concessione fatta ai capricci allunga in modo esponenziale il ritorno a quella “vita normale” che tutti oggi anelano.

Anzichè soffermarsi ad interpretare i numeri, quelli ufficiali, fermatevi a riflettere su come ogni negazione della realtà sia solo linfa vitale per questo virus.

Non arriverà nessun “tana libera tutti”, non arriverà presto, non arriverà come ce lo aspettiamo perchè se qualcosa questa pandemia sta mettendo in luce è il fatto che non siamo in grado di gestire la libertà che ci viene concessa mettendo a rischio quella degli altri.

Oggi abbiamo tempo per imparare a gestirla, proviamoci, senza rabbia, senza cercare il capro espiatorio, perchè gli unici fautori consapevoli del nostro domani, e di chi ci è accanto, siamo noi.