Taglio Province, UIL di Roma e Lazio: “Serve reale abolizione, non proclami”

di Redazione – “Purtroppo, troppi interrogativi rimangono senza risposta, e questa repentina trasformazione non crediamo possa realmente contribuire al risanamento del debito pubblico”. Con queste parole il Segretario Generale della UIL di Roma e del Lazio, Pierpaolo Bombardieri, critica il decreto Delrio, già approvato in Senato, che prevede, entro il 1 gennaio 2015, l’abolizione (o meglio, la radicale trasformazione) delle province italiane, con la sparizione di tutte le cariche politiche elettive. Lo scopo? Contribuire alla spending review, ovvero sgravare il bilancio dello Stato dalle spese per questi enti.
Ma è proprio la scarsa efficacia in termini di risparmio il punto che, secondo il sindacato, andrebbe posto in rilievo, e Bombardieri lo fa prontamente: “Risparmio relativo – quello che porterebbe il provvedimento del Governo – , visto che l’Ente non sparirebbe ma subirebbe una trasformazione con il giusto mantenimento della maggior parte dei dipendenti e dirigenti che, in alcuni casi, verrebbero dislocati presso i Comuni e le Regioni di appartenenza, con conseguente aumento dei numeri e dei costi. Inoltre, che fine faranno i politici provinciali? Se il loro taglio presuppone un incremento del numero di assessori e consiglieri regionali e comunali, dov’e’ il risparmio tanto ambito? Abolire le Province significa tagliarle definitivamente ed affidare i compiti loro attribuiti ai relativi Comuni, che sono gli enti più vicini al territorio e pertanto più competenti per decidere e legiferare in merito”.
“Sicuramente – conclude il Segretario – la loro reale abolizione costituirebbe un passo avanti nell’ottica di una vera spending review e di un necessario snellimento amministrativo e burocratico del nostro Paese. Ma abbiamo bisogno di manovre reali e non soltanto proclami enunciati a gran voce”.

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